Büchner, Il paradiso ci sta davanti

Ludwig Büchner capovolge la dottrina cristiana dell’iniziale paradiso perduto, affermando che il paradiso non sta all’origine della storia dell’uomo, ma davanti a lui; anzi, sarà proprio l’uomo a realizzarlo con il suo impegno e con la sua fatica.

 

L. Büchner, Prefazione all’edizione italiana di Forza e materia

 

Infatti, se la tradizione religiosa c’insegna che l’uomo è un discendente degenere del suo primo capostipite, creato perfetto da Dio, decaduto e cacciato dal paradiso, ci ammaestra per l’opposto la scienza che questo paradiso non l’abbiamo lungi e alle spalle, ma vicino e sotto gli occhi, e che si può arrivare a possederlo a forza di camminare innanzi fra studi, fatiche e lavori; essa c’insegna inoltre che non siamo da grandi divenuti piccoli, ma che abbiamo principiato da piccoli per divenir grandi e sempre piú grandi; essa insegna infine, che per questa via non v’è cosa che non si possa raggiungere, e ch’è uno stolto ed empio attentato della teologia, non meno che della filosofia, il voler prescrivere dei limiti pretesi insuperabili all’umana natura. E non facciamo oggidí in via naturale delle cose, che sarebbero parse ai nostri avi altrettanti portenti prodotti da una potenza sovrumana? E non siamo penetrati colle nostre indagini e conoscenze in regioni e in misteri stimati dai filosofi d’una volta trascendenti, vale a dire superiori all’umana intelligenza? Stolto adunque colui che spera dall’alto i lumi, le forze e gli aiuti che mai non si ottengono, e trascura intanto di mettere in opera quelli che ha! Non v’ha che la propria fatica e il proprio studio, sí di mente che di corpo, che possano portare avanti e piú vicino allo scopo dell’umanità. Quanto eccede la sfera dei sensi è falso e di mala provenienza, sia che voglia farsi valere nella religione, nella filosofia, nella scienza o nella pratica della vita giornaliera.

 

Grande Antologia filosofica, Marzorati, Milano, 1976, vol. XXIV, pag. 42