BARTH, CHE COS'E' LA FEDE

 

La fede questo: il rispetto dell'incognito divino, l'amore di Dio nella coscienza della differenza tra Dio e l'Uomo, tra Dio e il mondo, l'affermazione del 'No' divino in Cristo, il fermarsi, turbati, davanti a Dio []. La fede la conversione, il radicale nuovo orientamento dell'uomo che sta nudo davanti a Dio, che per acquistare la perla di gran prezzo diventato povero e che per amore di Cristo pronto a perdere la sua anima []. La fede non mai compiuta, mai data, mai assicurata, sempre e sempre di nuovo, dal punto di vista della psicologia, il salto nell'incerto, nell'oscuro, nel vuoto []. Non vi nessuna presupposizione umana (pedagogica, intellettuale, economica, psicologica, ecc..) che debba essere adempiuta come preliminare della fede []. La fede sempre l'inizio, la presupposizione, il fondamento. Si pu credere come Galileo e come Greco, come fanciullo e come vegliardo, come uomo colto o come ignorante, come uomo semplice e complicato, si pu credere nella tempesta e nella bonaccia, si pu credere a tutti i gradini di tutte le immaginabili scale umane. L'energia della fede interseca trasversalmente tutte le differenze della religione, della morale, delle condotta e dell'esperienze della vita, della penetrazione spirituale e della posizione sociale. La fede per tutti altrettanto facile e altrettanto difficile.

 

(K. Barth, Lettera ai Romani)