HEIDEGGER, L'ESSERCI E' NELLA VERITA'

L'esserci è nella verità.

 

L'Esserci, in quanto costituito dall'apertura, è essenzialmente nella verità. L'apertura è un modo di essere essenziale dell'Esserci. "C'è" verità solo perché è fin che l'Esserci è. L'ente è scoperto solo quando, ed aperto solo fin che, in generale, l'Esserci è. [...]Se si muove dal modo di essere della verità esistenzialmente intesa, diviene comprensibile anche il senso della presupposizione della verità. Perché noi dobbiamo presupporre che c'è la verità? Che significa "presupporre"? Che stanno a significare "dobbiamo" e "noi"? Che significa "c'è la verità"? "Noi" presupponiamo la verità non come qualcosa che stia "al di fuori" e "al di sopra" di noi e a cui noi ci rapporteremmo come ci rapportiamo ad altri "valori". Non siamo noi a presupporre la "verità", ma essa è ciò che rende ontologicamente possibile che noi possiamo esser siffatti da "presupporre" qualcosa. E' la verità che rende possibile qualcosa come il presupporre.

 

(Heidegger, Essere e tempo)