HEIDEGGER, LA VOCE DELLA COSCIENZA

 

Un'analisi approfondita della coscienza la rivela come una chiamata. Il chiamare un modo del discorso. La chiamata della coscienza ha il carattere del richiamo dell'Esserci [semplificando: dell'uomo] al suo pi proprio poter essere e ci nel modo del risveglio al suo pi proprio essere-in-colpa [...] Alla chiamata della coscienza corrisponde un sentire possibile. La comprensione del richiamo si rivela come un voler-avere-coscienza [...] Inoltre non dobbiamo dimenticare che il discorso, e quindi anche la chiamata, non implicano necessariamente la comunicazione verbale [...]. Quando l'interpretazione quotidiana parla di una 'voce' della coscienza non intende alludere a una comunicazione verbale che, difatti, non ha luogo; qui 'voce' significa 'dare a comprendere'. Nello sforzo di aprire, proprio della chiamata, c' un momento di urto, di brusco risveglio. Chi chiamato, lo dalla lontananza.

 

(Heidegger, Essere e tempo sezione 2, cap. II, . 54-55)