INCONTRI DI FILOSOFI
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Come le nuvole ci rivelano in che direzione soffiano i venti in alto sopra di noi, così gli spiriti più leggeri e più liberi preannunciano con le loro tendenze il tempo che farà. (Nietzsche)

Qui trovate le foto che documentano alcuni importanti incontri tra filosofi avvenuti in epoche diverse. Per ingrandire le immagini, cliccateci sopra. Se poi volete vedere le foto dei miei incontri coi filosofi, allora cliccate qui.


Heidegger e Gadamer


Heidegger e Gadamer che tagliano la legna


Derrida e Habermas


Freud e Jung


Gadamer e Habermas


Deleuze e Guattari


Marx ed Engels


Vattimo, Eco, Pareyson e Gadamer a Torino


Girard e Vattimo


Sartre e De Beauvoir incontrano il Che


Hannah Arendt con Günther Anders, suo primo marito.


Adorno e Horkheimer


Gadamer, Giovanni Reale e Giuseppe Girgenti.


Habermas e Rorty


Guido Calogero e Norberto Bobbio


Heidegger e Ortega y Gasset


Deleuze, Derrida, Lyotard, Pautrat, Klossowski


Jaspers e Arendt


Severino e Popper a Palermo


Severino, Vattimo e Gadamer a Palermo




Posso io esser sicuro di avere la più piccola di tutte le cose, che sopra ho attribuito alla natura corporea? Io mi fermo a pensarvi con attenzione, percorro e ripercorro tutte queste cose nel mio spirito, e non ne incontro alcuna, che possa dire essere in me. Non v’è bisogno che mi fermi ad enumerarle. Passiamo, dunque, agli attributi dell’anima, e vediamo se ve ne sono alcuni che siano in me. I primi sono di nutrirmi e camminare; ma se è vero che io non ho corpo, è vero anche che non posso camminare né nutrirmi. Un altro attributo è il sentire; ma, egualmente, non si può sentire senza il corpo: senza contare che ho creduto talvolta di sentire parecchie cose durante il sonno, che al mio risveglio ho riconosciuto non aver sentito di fatto. Un altro è il pensare; ed io trovo qui che il pensiero è attributo che m’appartiene: esso solo non può essere distaccato da me. Io sono, io esisto: questo è certo; ma per quanto tempo? Invero, per tanto tempo per quanto penso; perché forse mi potrebbe accadere, se cessassi di pensare, di cessare in pari tempo d’essere o d’esistere. Io non ammetto adesso nulla che non sia necessariamente vero: io non sono, dunque, per parlar con precisione, se non una cosa che pensa, e cioè uno spirito, un intelletto o una ragione, i quali sono termini il cui significato m’era per lo innanzi ignoto. (Cartesio, Meditazioni metafisiche)






La filosofia e i suoi eroi