LEO STRAUSS


A cura di Alessandro Sangalli




SOCRATE E MACHIAVELLI



Il Gerone sembra non essere altro che un noioso dialogo tra un tiranno senza cuore, Gerone, e un poeta, Simonide. Il poeta cerca di convincere il tiranno a governare secondo giustizia: un discorso edificante, ma semplice e fiacco. Per comprendere l’interpretazione di Strauss e scoprire invece come quest’opera sia un sottile dramma psicologico tra un tiranno diffidente e un saggio insegnante dell’arte politica, bisogna sopportare una sobria lezione di umiltà.

Strauss evidenzia dettagliatamente molti trucchi letterari che dimostrano la maestria retorica di Senofonte: diversi e significativi silenzi, ambiguità intenzionali, ironia, inesatte ripetizioni di frasi già dette in precedenza, uso alterno della prima persona singolare e plurale e tanti altri. La tirannide insegna così al lettore come studiare un testo classico, mostrandogli contemporaneamente la necessità di un tale esercizio.

Il tiranno Gerone diffida del poeta Simonide: in generale tutti i tiranni temono gli uomini colti e saggi. Così, quando il poeta gli chiede quanto sia effettivamente desiderabile la vita del tiranno, egli coglie l’occasione di mettere in luce tutti gli svantaggi e gli inconvenienti della sua vita: la sua intenzione è soffocare sul nascere ogni ipotetica tentazione tirannica di Simonide, ma il poeta non si fa impressionare. Di fronte all’indifferenza di Simonide, Gerone è sempre più preoccupato e inasprisce sempre più le difficoltà e i disagi della vita tirannica. Gerone arriva a dipingere così negativamente la sua vita infelice, che finisce col dire che “un tiranno può difficilmente evitare di impiccarsi per disperazione”. A questo punto, Simonide prende il controllo della conversazione e inizia ad insegnare a Gerone l’arte del buon governo tirannico: Strauss sottolinea come, a portare a questo punto Gerone, non sia stato qualcosa che Simonide abbia detto, ma il fatto che egli abbia evitato di dire qualcosa. Il poeta procede quindi col dimostrare che la vita tirannica secondo giustizia e lealtà è una vita realmente desiderabile, in quanto comporta gli onori più alti.

Da questa breve presentazione dell’azione dialogica, si può agevolmente capire perché Strauss affermi che il Gerone costituisca una tra “le più profonde radici del pensiero politico moderno”. Il personaggi di Simonide sembra essere infatti molto machiavelliano: il Gerone rappresenta il punto di contatto più evidente tra la scienza politica premoderna di Socrate e quella moderna di Machiavelli. Strauss si spinge a dire che, ad una più attenta lettura del Principe, molte tra le più scioccanti e crude considerazioni del suo autore possono essere considerate il prodotto di “una perfetta comprensione della lezione pedagogica di Senofonte da parte di Machiavelli”.

Naturalmente, continua Strauss, “confrontando la dottrina del ‘Principe’ con quella trasmessa dal ‘Gerone’, si afferra chiaramente la sostanziale differenza tra il pensiero politico socratico e quello machiavelliano”. Senofonte, o meglio Simonide, “è più ‘politico’ di Machiavelli; egli, infatti, rifiuta di separare la ‘moderazione’ (prudenza) dalla ‘saggezza’ (comprensione)”.

Strauss, in La tirannide, non va oltre queste considerazioni sul tema del contrasto tra il Senofonte socratico e la modernità di Machiavelli: per una trattazione completa di questo problema bisogna consultare i lavori della vecchiaia.

 




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