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La guerra del Peloponneso |
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Edizione Acrobat |
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a cura di |
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Patrizio Sanasi |
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(patsa@tin.it) |
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LIBRO I |
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1. |
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Tucidide d'Atene descrisse la guerra tra Peloponnesi e Ateniesi, come combatterono fra loro. Mise subito mano |
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alla stesura dell'opera, dallo scoppio della guerra, che prevedeva sarebbe stata grave, anzi la più degna di memoria tra le |
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precedenti. Lo deduceva dal fatto che i due popoli vi si apprestavano all'epoca della loro massima potenza e con una |
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preparazione completa osservava inoltre il resto delle genti greche schierarsi con gli uni o con gli altri, chi |
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immediatamente, chi invece meditando di farlo. Fu senza dubbio questo l'evento che sconvolse più a fondo la Grecia e |
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alcuni paesi barbari: si potrebbe dire addirittura che i suoi effetti si estesero alla maggior parte degli uomini. Infatti, |
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sugli avvenimenti che precedettero il conflitto e su quelli ancor più remoti era impossibile raccogliere notizie sicure e |
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chiare, per il troppo distacco di tempo; ma sulla base dei documenti, cui l'indagine più approfondita mi consente di |
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prestar fede, ritengo che non se ne siano verificati di considerevoli, né sotto il profilo militare, né per altri rispetti. |
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2. |
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E risulta infatti evidente che la terra chiamata ai nostri giorni Grecia non era in tempi antichi abitata |
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stabilmente, ma in principio vi si succedevano migrazioni e le singole genti, premute da popoli di volta in volta più |
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numerosi, abbandonavano con facilità le loro sedi. Non vi era commercio; né esistevano relazioni reciproche sicure per |
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terra o attraverso il mare. Ciascuno lavorava il proprio podere quant'era necessario a ricavarne il vitto: senz'accumulo di |
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capitale e senza coltivare piantagioni, nel dubbio che una volta o l'altra qualche nuovo venuto li depredasse con |
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improvvisa aggressione, poiché, tra l'altro, non si fortificavano con mura. Inoltre, convinti di poter ottenere dovunque il |
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cibo di volta in volta sufficiente per un giorno, mutavano residenza senza difficoltà. Perciò non possedevano la potenza |
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costituita dalle città grandi e dagli altri dispositivi militari. In particolare erano i territori migliori di questo paese a |
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subire l'avvicendarsi continuo degli abitanti: la regione che ora ha nome Tessaglia, la Beozia e gran parte del |
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Peloponneso, tranne l'Arcadia; del resto, quelle terre che erano più fertili. Infatti, l'accrescersi in alcune genti della loro |
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potenza, in virtù del suolo eccellente, era motivo al loro interno di discordie che ne causavano naturalmente la rovina. |
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Al tempo stesso, erano esposti agli attacchi anche più insidiosi delle popolazioni straniere. L'Attica, ad esempio, per la |
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povertà del suolo fu abitata per lunghissimo tempo sempre dal medesimo popolo. Ed ecco la prova più determinante a |
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sostegno del mio ragionamento, che proprio per le migrazioni le altre genti greche non sono pervenute a un pari |
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progresso: dai diversi luoghi della Grecia, esuli per un conflitto o per una sedizione intestina, gli uomini più |
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ragguardevoli ricorrevano agli Ateniesi, certi di godervi un saldo rifugio. Fatti membri della città, fino dagli antichi |
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tempi contribuirono a renderla via via maggiore per numero d'uomini: cosicché in seguito, non bastando più il territorio |
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dell'Attica, Atene mandò fino nella Ionia le sue colonie. |
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3. |
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A parer mio, dimostra la debolezza degli antichi stati anche la considerazione seguente, certissima: prima dei |
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fatti di Troia, è evidente che la Grecia non ha saputo mai riunire le proprie forze e dirigerle a un'impresa comune. Mi |
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pare anzi che neppure tutta possedesse ancora il nome attuale e che nell'epoca precedente ad Elleno, figlio di |
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Deucalione, tale appellativo non esistesse nemmeno. Furono invece singole genti, sembra, e soprattutto i Pelasgi a |
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fornire di volta in volta il proprio nome a tratti sempre più ampi del paese. Quando crebbe nella regione di Ftia la |
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potenza d'Elleno e dei suoi, accadeva di frequente che gli altri stati li chiamassero, bisognosi d'aiuto. Fu allora che in |
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ognuno di questi paesi, per effetto di tali relazioni, a mio vedere, si diffuse progressivamente il nome di Elleni; ma non |
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poté affermarsi né a lungo né sul complesso delle stirpi greche. Lo testimonia manifestamente Omero: infatti, vissuto |
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molto più tardi della guerra di Troia, non accomunò mai, in nessun punto della sua opera, tutti gli Elleni sotto questo |
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nome, né lo conferì ad altri, eccettuati quelli che provennero dalla Ftiotide al seguito di Achille e che invero erano gli |
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Elleni originari. Nei suoi versi nomina i Danai gli Argivi e gli Achei. In effetti non ha mai neppure espresso il nome di |
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barbari in quanto, a mio avviso, neanche i Greci erano ancora contraddistinti, in antitesi, con un unico appellativo. |
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Dunque, quelli ché singolarmente, una città dopo l'altra, nei limiti di quanti si comprendevano tra loro, e più tardi nel |
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loro complesso ebbero nome di Greci, non si collegarono mai prima della guerra troiana per organizzare uno sforzo |
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comune, per l'inconsistenza politica e l'assoluta mancanza di reciproci rapporti. Ma anche per questa famosa spedizione |
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si riunirono quando avevano già acquistato maggiore dimestichezza con il mare. |
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4. |
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Minosse fu il più antico, tra quanti conosciamo per tradizione orale, a procurarsi una flotta e a dominare la |
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parte più estesa del mare detto attualmente greco. Resse le isole Cicladi e ne colonizzò per primo il maggior numero, |
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dopo averne espulsi i Cari e avervi preposto come governatori i suoi figli. Naturalmente cercava, per quanto era in suo |
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potere di spazzar via dalle rotte marittime la pirateria per agevolare l'afflusso dei suoi tributi. |
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5. |
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Infatti i Greci antichi e i barbari, che sul continente vivevano in località costiere, o abitavano le isole, dopo che |
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presero con più stabilità e frequenza a trafficare tra loro per nave tendevano all'esercizio della pirateria. Li capeggiavano |
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le personalità più in vista, per lucro privato e per reperire il cibo necessario agli individui più deboli del loro popolo. |
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Assalivano centri sforniti di mura difensive, costituiti di villaggi sparsi e li mettevano a sacco: le loro risorse vitali |
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provenivano essenzialmente da questa attività, che mentre non aveva ancora in sé nulla di indecoroso, costituiva |
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piuttosto il mezzo per procurarsi una discreta rinomanza. Ne fanno fede alcune popolazioni del continente, che ancora ai |
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nostri tempi si onorano di praticare con successo questa professione e i poeti antichi, che mettono invariabilmente in |
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bocca ai loro eroi, in qualsiasi approdo sbarchino, la domanda: «siete pirati?»; e gli interrogati non suscitano affatto |
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l'impressione di disprezzare un'attività simile, né pare che la giudichino indegna quelli che esigono una risposta. Anche |
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sulla terraferma praticavano un brigantaggio reciproco. E ancora oggi, in molte terre di Grecia, la vita si svolge con |
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queste antiquate consuetudini: nel paese dei Locri Ozoli, ad esempio, degli Etoli e degli Acarnani e nei territori |
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circostanti. In particolare dall'antico uso della pirateria s'è inveterato in questi abitatori del continente il costume |
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d'indossare sempre le armi. |
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6. |
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Poiché era abitudine un tempo in Grecia che tutti circolassero armati: le abitazioni non fortificate, i reciproci |
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rapporti irti di rischi avevano imposto l'abitudine di passare la vita in armi, al modo dei barbari. Queste terre greche, |
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dove ancora oggi si vive con il sistema antico, sono indizio di costumanze simili in vigore un tempo e generalmente |
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estese. Primi gli Ateniesi deposero l'uso di camminare armati: con modi di vita sciolti dal rigido tenore antico, |
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divennero meno austeri, più delicati. Per questa preziosa raffinatezza, non è molto da che i rappresentanti più anziani |
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delle classi facoltose hanno smesso d'indossare lunghi chitoni in lino e d'intrecciare alla sommità del capo con cicale |
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d'oro il nodo dei capelli. Pertanto anche tra gli Ioni i più vecchi per la loro parentela con gli Ateniesi, mantennero a |
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lungo questa moda. Furono i primi gli Spartani ad adottare un sistema di vestire misurato e semplice, moderno: anche |
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per quanto concerne gli altri aspetti della vita i più abbienti generalmente si mantennero allo stesso livello del popolo. |
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Gli Spartani furono anche i primi a spogliarsi e, mostrandosi nudi in pubblico, a spalmarsi con abbondanza d'olio in |
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occasione degli esercizi ginnici. In antico invece, anche alle Olimpiadi, gli atleti gareggiavano con una cintura sui |
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fianchi, e non è gran tempo che quest'uso si è estinto. Ancora oggi vige presso alcune genti barbare, specie in Asia, la |
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pratica di istituire gare di pugilato e di lotta in cui gli atleti si affrontano muniti di cintura. Si potrebbe provare che |
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anticamente in Grecia si adottava, sotto molti e svariati aspetti, un regime di vita analogo a quello dei barbari del nostro |
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tempo. |
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7. |
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I centri in cui gli abitanti, ormai molto sicuri nelle comunicazioni marittime, si insediarono più di recente, |
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dotati di più consistenti risorse economiche, venivano fondati per lo più lungo i litorali e fortificati con mura. Si cercava |
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inoltre di occupare gli istmi per praticare agevolmente i propri traffici e contrapporsi di potenza ai rispettivi confinanti. |
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Le città antiche, per contro, timorose della pirateria, fiorita per lungo tempo, si edificavano piuttosto lontano dal mare, |
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sia quelle isolane, che le continentali. (Poiché i pirati compivano incursioni reciproche, rivolgendole anche contro quelli |
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che pur non praticando il mare erano rivieraschi). Ancor oggi questi centri si trovano all'interno. |
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8. |
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Particolarmente dediti alla pirateria erano gli isolani, vale a dire Cari e Fenici. Costoro possedevano la maggior |
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parte delle isole. Eccone la prova: quando Delo fu sottoposta dagli Ateniesi, nel corso di questa guerra, alla |
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purificazione rituale e furono asportate le tombe di quanti erano deceduti sull'isola, apparve chiaro che per più della |
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metà si trattava di Cari. Si riconobbero dalla fattura delle armi sepolte con i cadaveri e dal sistema di inumazione, in |
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vigore ancor oggi. Affermatasi la forza navale di Minosse, i rapporti per mare si infittirono: i pirati delle isole ne furono |
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espulsi, mentre egli veniva colonizzandone la maggior parte. Gli abitatori delle regioni litoranee, già più decisi ad |
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accrescere i loro capitali, sempre più consolidavano le proprie sedi: alcuni poi, accortisi di diventar via via più facoltosi, |
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si cingevano di mura. Per desiderio di lucro i più deboli si assoggettavano al servizio dei più forti, mentre i più potenti, |
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ricchi a profusione, si annettevano le città minori. Progredivano già da qualche tempo in tale regola di vita quando, più |
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tardi, i Greci si accinsero alla campagna di Troia. |
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9. |
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A mio vedere, Agamennone riuscì a raccogliere il corpo di spedizione perché eccelleva in potenza tra i |
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contemporanei, non certo sollecitando i pretendenti di Elena con il giuramento che li vincolava a Tindaro. Quelli che |
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hanno accolto, tramandate oralmente dai loro antichi, le notizie più certe sulle vicende del Peloponneso, affermano che |
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Pelope dapprima ottenne una notevole potenza politica, mettendo a frutto le enormi somme di denaro che recò con sé |
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trasferendosi dall'Asia in un paese abitato da uomini indigenti, e riuscì inoltre a imporre, sebbene forestiero il proprio |
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nome su quella terra. In seguito, i suoi discendenti si sarebbero impossessati di una potenza anche più rilevante, quando |
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Euristeo perì in Attica, per mano degli Eraclidi. Euristeo, per il tempo che fosse durata la sua spedizione, aveva affidato |
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ad Atreo, che gli era zio materno e quindi parente, Micene e il regno Atreo si trovava ad esser profugo, temendo il padre |
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a causa dell'assassinio di Crisippo). Sostengono che siccome Euristeo non fece mai più ritorno, Atreo ottenne la |
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successione al regno su volere degli stessi Micenei, in ansia per un'eventuale rappresaglia degli Eraclidi, e poiché s'era |
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creato fama di uomo capace, conquistando le simpatie di quel popolo e degli altri già soggetti ad Euristeo. Così i |
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Pelopidi riuscirono più potenti dei Perseidi. Sono convinto che Agamennone, ricevuto in eredità il regno e più potente |
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sul mare di tutti gli altri, abbia effettuato la spedizione raccogliendone i componenti piuttosto con il severo rispetto che |
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sapeva imporre che in virtù d'una affettuosa benevolenza. È indubitabile infatti che egli partì per Troia con un numero |
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di navi superiore agli altri, e che ne fornì agli Arcadi: lo ha dimostrato Omero, se la sua testimonianza ha valore. Inoltre, |
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narrando la «trasmissione dello scettro» ha lasciato detto che Agamennone su isole molte signoreggiava e su Argo tutta. |
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Senza dubbio, vivendo sul continente, non avrebbe potuto tenere soggette le isole, oltre a quelle prossime alla costa, che |
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non sarebbero molte, se non avesse disposto di una flotta discretamente forte. Anche da questa spedizione si deve |
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dedurre l'entità di quelle che la precedettero. |
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10. |
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La circostanza che Micene fosse un piccolo nucleo urbano, o se qualche altro centro dei tempi antichi destasse |
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attualmente l'impressione d'essere stato insignificante, non costituirebbe una prova decisiva per chi nutrisse dubbi |
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sull'importanza della spedizione, quale l'hanno magnificata i poeti e la tradizione ancora la celebra. Poiché se la città |
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degli Spartani restasse deserta e rimanessero i templi e le fondamenta degli edifici, penso che dopo molto tempo |
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sorgerebbe nei posteri un'incredulità forte che la potenza spartana fosse adeguata alla sua fama; (eppure occupano i due |
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quinti del Peloponneso, detengono l'egemonia su di esso e su numerosi alleati esterni: tuttavia raccogliendosi la città |
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intorno ad un unico nucleo privo di templi e costruzioni sontuose, con la sua caratteristica struttura in villaggi sparsi, |
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secondo l'antico costume greco, parrebbe una mediocre potenza). Se gli Ateniesi invece subissero la stessa sorte, la loro |
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importanza, a dedurla dai resti visibili della città, si supporrebbe, credo, doppia di quella reale. Non conviene dunque |
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dubitare, né attribuire maggiore rilievo all'esame degli aspetti esteriori delle città che della loro effettiva potenza; ci si |
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deve convincere che quella spedizione fu la più importante tra quante la precedettero, ma inferiore alle attuali, se pure |
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da questo lato dobbiamo prestar fede all'ispirazione poetica di Omero, che da poeta appunto, com'è naturale, l'ha esaltata |
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e abbellita; tuttavia, anche così, è evidente che fu inferiore. Infatti, di milleduecento navi, il poeta ha descritto quelle dei |
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Beoti come fornite di centoventi uomini d'equipaggio ciascuna, quelle al comando di Filottete di cinquanta, volendo |
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indicare, a mio avviso, le maggiori e le minori: e infatti relativamente alla portata delle altre non fece parola nel |
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catalogo delle navi. Che poi i rematori fossero tutti anche combattenti l'ha significato chiaro, citando le navi di Filottete; |
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poiché gli uomini ai remi li ha fatti tutti arcieri. Non è verosimile che fossero imbarcati molti passeggeri non addetti alla |
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manovra, tranne i principi e i personaggi più autorevoli soprattutto considerando che li attendeva una traversata lunga e |
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con macchine da guerra: inoltre, i navigli non erano coperti da ponti, ma armati alla corsara, secondo l'uso antico. Se si |
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calcola dunque la media tra le navi minori e le più capaci, risulta chiaro che non presero il mare in molti, considerato |
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che erano inviati da tutti i paesi di Grecia. |
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Era causa di ciò non tanto il ristretto numero d'uomini, quanto la scarsità di denaro. In effetti, il problema dei |
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rifornimenti li indusse a mobilitare un contingente di spedizione ridotto: nei limiti di quanti calcolavano che avrebbero |
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ricavato laggiù con l'attività di guerra i mezzi per vivere. Arrivati nella regione di Troia, riuscirono vincitori in un primo |
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scontro (è sicuro, in quanto non avrebbero potuto, in caso diverso, rafforzare con il vallo il loro attendamento): pure è |
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noto che neppur là, nella piana di Troia, abbiano utilizzato al completo i loro effettivi. Urgeva la necessità di |
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vettovaglie, quindi si dettero all'agricoltura nel Chersoneso, e a praticar la pirateria. Onde, per il frazionamento delle |
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forze nemiche, i Troiani resistettero ancor più validamente per quei dieci celebri anni, disponendo sempre di truppe |
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numericamente pari a quelle greche che, di volta in volta, rimanevano ad affrontarli sul campo. Di contro, se i Greci |
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fossero giunti già forniti di riserve alimentari adeguate, quindi in blocco, senza disperdersi chi facendo il predone, chi |
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l'agricoltore, avessero protratto senza interruzione il loro sforzo bellico superiori com'erano negli scontri in campo, |
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avrebbero conquistato la città agevolmente: essi che, senza mai fronteggiarlo compatti, erano sempre in grado di |
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contrastare il nemico con la parte di truppe ch'era di volta in volta presente e che, serrando Troia di continuo assedio, |
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l'avrebbero presa in tempo più breve e con minori fatiche. Al contrario, per esiguità di risorse economiche, non solo |
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risultavano irrilevanti le imprese anteriori, ma queste stesse gesta, le più celebri tra quelle condotte prima, appaiono in |
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realtà impari alla fama che ne nacque e alla memoria che fra noi sopravvive ancora, per il canto dei poeti. |
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E infatti, anche dopo l'impresa troiana, la Grecia andava soggetta a continui movimenti migratori e di |
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colonizzazione, sicché mancante di una pacifica stabilità, non progredì in potenza. Infatti, il ritorno dei principi da Troia |
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avvenuto così tardivo, introdusse molti mutamenti, mentre nelle città soprattutto fiammeggiavano sedizioni e rivolte, |
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con la conseguenza che i profughi ne uscivano fondando nuovi centri di abitazione. In tal modo, gli attuali Beoti, nel |
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sessantesimo anno dalla conquista di Troia, scalzati da Arne per opera dei Tessali si stanziarono nella moderna Beozia, |
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denominata in antico «Paese di Cadmo» (in questa terra, in tempi lontani, viveva già un loro nucleo, e di là avevano |
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mandato un loro reparto a combattere sotto le mura di Troia): analogamente i Dori, nell'ottantesimo anno, occuparono il |
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Peloponneso, guidati dagli Eraclidi. Faticosamente e dopo gran tempo in Grecia si stabilì una situazione di pace sicura, |
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senza interne scosse migratorie: si cominciarono a mandar gruppi di coloni. Gli Ateniesi colonizzarono la Ionia e il |
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maggior numero di isole; quelli del Peloponneso le parti più estese della Sicilia e dell'Italia, insieme ad alcune località |
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della restante Grecia. Queste fondazioni si effettuarono tutte dopo le vicende di Troia. |
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