I veri filosofi, se ne avvedessero o no, non hanno mai fatto altro che rinvigorire e raffinare i concetti per far sì che meglio si intendano i fatti, cioè la realtà, cioè la storia.(Benedetto Croce)
Come dice Vico, si può conoscere alla perfezione
solamente ciò di cui si è artefici, poichè non si potrà mai capire fino in fondo
ciò che studiamo senza aver costruito. Ecco perchè, secondo Vico, bisogna
concentrare la propria attenzione sulla storia, intesa come l'insieme dei fatti
di cui l'uomo è causa e di cui, in quanto causa, può conseguire una conoscenza
davvero soddisfacente. E il prodotto dell'uomo non può interamente esulare da
ogni forma di razionalità, giacchè la ragione è proprio l'elemento che lo
contraddistingue da tutti gli altri esseri: ravvisare i legami causali che
connettono i vari eventi storici, questo deve essere l'atteggiamento adottato
dal filosofo nei confronti della storia. Il portavoce di questa mentalità fu
Hegel, il quale arrivò a nutrire la convinzione che così come è spiegabile
razionalmente la caduta di un grave, allo stesso modo la storia debba avere una
spiegazione razionale. Più precisamente, dopo che la realtà di una determinata
fase storica è giunta al culmine, spetta alla filosofia indagare su di essa,
cogliendone i legami razionali tra un evento e l'altro: ecco perchè, secondo
Hegel, la filosofia " inizia il suo volo soltanto sul far del crepuscolo
". Pertanto la storia non dovrà essere intesa come una pura e semplice
catalogazione di date e battaglie, ma come un'indagine filosofica sui fatti,
un'interpretazione delle cause che li hanno scatenati, respingendo la
possibilità che la storia possa procedere in modo caotico e avulso da ogni
razionalità. Ciò implica che l'indagine storica dovrà necessariamente essere,
inqualche misura, "di parte": e, come disse Croce, " ogni storia è storia
contemporanea ", in quanto la ricerca sul passato è sempre frutto di
interessi, domande, curiosità, che nascono dall'oggi. Sempre Croce, a
sottolineare lo stretto legame tra le due discipline, afferma la necessità di
rendere " filosofica la storia, ma nell'atto stesso storica la filosofia, e
indirizzandola a non altro che a risolvere i problemi che il corso delle cose
propone sempre nuovi ". Per onestà, merita anche di essere menzionata la
posizione di Schopenhauer, fortemente antihegeliana: se Hegel e i suoi discepoli
(Croce compreso) leggono nella storia lo sviluppo razionale dell'Idea,
Schopenhauer, al contrario, afferma che colui che scorge una forma di
razionalità nei fatti storici è simile a chi vede nella forma delle nuvole
gruppi di uomini e di animali.
Le cause della prima guerra
mondiale
La crisi dello Stato
liberale in Italia
Indagine
storico-filosofica sul marxismo
Inoltre l'attività filosofica ha un altro grande vantaggio rispetto a tutte le altre; non si ha cioè bisogno di un particolare strumento, nè di una sede particolare per esercitarla, ma in qualunque punto della terra uno si ponga all'opera con il pensiero, dovunque gli sarà allo stesso modo possibile afferrare la verità, come se essa fosse presente. (Aristotele, "Protrettico" b 57)
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