Libri di Diego Fusaro
Sono passati dieci anni dalla fatidica data del Brexit: era il 2016 quando la Gran Bretagna scelse di abbandonare l’Unione Europea, tempio vuoto che santifica il capitalismo finanziario e treno in corsa verso l’abisso. Secondo i pronostici degli alfieri del pensiero unico politicamente corretto ed eticamente corrotto, il Paese sarebbe dovuto precipitare nell’abisso. Miseria e crollo dati per inevitabili. Ma così non è stato: vi è vita anche fuori dall’Unione Europea. Vero è che la Gran Bretagna mai aveva adottato la scellerata moneta unica, fondamento del metodo di governo neoliberale nel vecchio continente. In ogni caso, quel gesto rappresentò anche a livello simbolico un passaggio epocale, dacché mostrò ai popoli europei una possibilità concreta, che tutti possono attuare. Detto altrimenti, l’Unione Europea non è ineluttabile, né irreversibile. È possibile uscirne e anzi è doveroso farlo prima che sia troppo tardi. A dieci anni di distanza, Farage, il protagonista indiscusso del Brexit, si dice orgoglioso di quella scelta. E non possiamo che dargli ragione. Vero è che l’uscita dall’Unione Europea e l’abbandono della moneta unica rappresentano la condizione necessaria ma non sufficiente per l’attuazione di una autentica democrazia socialista. Quel che è chiaro, al di là di ogni ragionevole dubbio, è che quest’ultima comunque non può essere realizzata nei perimetri blindati di quell’Unione Europea che garantisce soltanto la competitività e la dominazione capitalistica.