Libri di Diego Fusaro
Nei prossimi giorni anche Vladimir Putin, presidente della Federazione Russa, sarà a Pechino da Xi Jinping. Dopo Trump, dunque, anche il presidente russo si reca in Cina. Vero è che la cordiale intesa tra il dragone cinese e l’orso russo risulta operativa già da diversi anni e questo nuovo incontro non può far altro che intensificare i rapporti tra le due potenze, unite dalla comune volontà di resistere all’imperialismo della globalizzazione americanocentrica. Russia e Cina, insieme, stanno dando vita a un mondo multipolare, sottratto all’egemonia statunitense. Ma, al di là di questo aspetto, ciò che emerge limpidamente è ormai il ruolo decisivo della Cina nello scacchiere dei rapporti di forza internazionali: la Cina infatti è divenuta ormai la potenza di riferimento, un vero e proprio faro di luce e di civiltà, che si sta adoperando in ogni modo per produrre relazioni pacifiche e per superare i conflitti esistenti. E ciò non solo per una diversa visione delle cose rispetto a Washington, ma anche per il proprio interesse: l’interesse della Cina si dispiega massimamente in un mondo pacificato. Lo stesso Trump, d’altro canto, ha dovuto ammettere che non interverrà nella questione di Taiwan: lo ha fatto per rassicurare la Cina, la quale non senza buone ragioni teme che la civiltà del dollaro possa utilizzare Taiwan contro di lei come già ha utilizzato l’Ucraina contro la Russia. Insomma, sembra davvero che, come a suo tempo sottolineato da Giovanni Arrighi, stia terminando o già sia terminato il secolo americano e stia principiando quello cinese. Il capitalismo globale non può che manifestare le sue preoccupazioni, se, come ebbe a dire Giorgio Soros, Xi Jinping è il più grande nemico della società aperta di tipo liberalfinanziario.