Libri di Diego Fusaro
All’età di 59 anni, ci ha lasciati Alex Zanardi, campione di Formula 1, che commosse il mondo intero con il tragico incidente a causa del quale, anni fa, fu costretto all’amputazione delle gambe. Dopo l’incidente, Zanardi non si arrese e continuò a gareggiare gloriosamente, impartendo a tutti una lezione preziosa: mai arrendersi, mai venir meno al proprio scopo. Perché il vero eroe è colui il quale, quand’anche abbia perso tutto, non perde se stesso. L’importante – disse Hegel – è rimanere sempre fedeli al proprio scopo. Zanardi ha testimoniato magnificamente del coraggio e della volontà di realizzare il proprio scopo sempre e comunque, senza mai arrendersi di fronte alle traversie che, grandi o piccole, costellano il cammino. La stessa tenacia e la stessa dedizione che lo contraddistinsero prima dell’incidente non vennero mai meno in lui, che sempre continuò a gareggiare con coraggio e caparbietà, senza mai cedere al disincanto e alla rassegnazione. Scrive Spinoza che ogni ente, uomo compreso, esprime modalmente e in forma finita l’infinita potenza dell’unica sostanza divina di cui tutto e tutti siamo articolazioni immanenti: conatus, “sforzo”, era il termine impiegato da Spinoza nella sua “Etica” per alludere a questo inesauribile sforzo di perseverare nel proprio essere e di affermare la propria potenza che contraddistingue ogni ente. Nel filo d’erba che fiorisce tra l’asfalto come nella ginestra che spande il suo profumo sul vulcano, troviamo sempre e comunque la medesima volontà di vivere e di affermarsi mediante la quale si esprime l’infinita potenza della sostanza divina. Zanardi ha rappresentato nel modo più splendido questo sforzo divino che contrassegna ogni ente che popola il mondo e che in lui ha trovato la sua più stupenda espressione.