Socrate

Pare che adesso la nuova moda eroticamente corretta sia quella della cosiddetta “cogenitorialità elettiva”: espressione orwelliana che dice, in sostanza la nuova tendenza a scegliere online il proprio partner ideale con il quale mettere al mondo un figlio e senza il quale condividere alcuna storia d’amore. Resa per lo più possibile delle applicazioni digitali, la pratica della cogenitorialità elettiva figura a tutti gli effetti come un punto saldo del nuovo ordine erotico della globalizzazione turbocapitalistica: la quale, per un verso, tende a disgregare la famiglia come prima cellula della comunità, come prima radice etica direbbe Hegel, di modo che il mondo intero sia ridefinito come un mercato senza confini per consumatori individuali che tanta libertà hanno quanta possono acquistarne. Ogni legame solido e solidale viene disgregato e sostituito dai contratti effimeri istituiti dall’algida geometria del do ut des. Per un altro verso, il disordinato ordine della globalizzazione liberalprogressista tende a imporre l’idea che avere un figlio sia un diritto, un capriccio del consumatore, una merce acquistabile come tutte le altre. In sintesi, il consumatore ha diritto ad avere un figlio e a produrlo selezionando il partner, magari anche sul fondamento di possibili inclinazioni eugenetiche. La disumanizzazione dell’uomo avanza speditamente e, come direbbero Adorno e Horkheimer, la terra interamente illuminata dalla ragione strumentale della Tecnica splende all’insegna di trionfale sventura. L’ordine discorsivo dominante si ostina a celebrare come progresso il regresso e la perdita di ogni umanità.

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