Libri di Diego Fusaro
L’argomento del giorno indubbiamente è rappresentato dall’epifania catodica del prode generale Vannacci nel salotto politicamente corretto di Lilli Gruber su La7. L’opinione pubblica sembra attualmente divisa tra coloro i quali celebrano la prestazione del generale e coloro i quali invece prendono le parti della giornalista Gruber e della sua spalla, Lina Palmerini. Per parte nostra, ci chiamiamo fuori da questa demenziale tifoseria di bassa lega. Ciò che appare evidente è che non si è reso un buon servizio all’opinione pubblica italiana. E dire che sarebbe potuta essere un’ottima occasione per saggiare le posizioni del generale sui temi nodali delle politiche economiche, della geopolitica e del posizionamento rispetto all’asse di destra e sinistra. Com’era prevedibile, invece, la signora Gruber e la sua spalla hanno preferito impostare la discussione, nella forma di un vero e proprio interrogatorio, su questioni del tutto irrilevanti e secondarie, sideralmente distanti dalle questioni cardinali del nostro presente. Da questo demenziale dibattito non fanno che uscire rafforzate le posizioni già esistenti, voglio dire quelle di chi difende a spada tratta il generale e quelle di chi lo attacca radicalmente. La signora Gruber avrebbe potuto domandare al generale qual è la sua ricetta economica e come si pone rispetto al libero mercato. Ma non l’ha fatto. Avrebbe potuto chiedere al generale come si posiziona nel tumultuoso scenario geopolitico. Ma non l’ha fatto. Ha scelto invece di impostare il dibattito su questioni marginali come l’omosessualità, gli immigrati e perfino il ruolo di “marito devoto” del generale. Per parte sua, il generale ne ha approfittato per criticare la Lega di Salvini, definendola sovranista a giorni alterni, e per rivendicare il proprio posizionamento nella “destra autentica”. Uno spettacolo complessivamente pietoso, in cui si coagula perfettamente il livello del dibattito politico in Italia oggi.