Socrate

Proviamo a fare celermente chiarezza intorno alla nave Flotilla, salpata da Barcellona alla volta di Gaza per portare aiuto alla popolazione stremata e vittima di un vero e proprio massacro genocidario orchestrato dal criminale di guerra Netanyahu. Di per sé appare ottima e nobile la motivazione che ha spinto l’imbarcazione a darsi per mare, non vi è dubbio: una volta tanto, non si protesta per l’arcobaleno o per l’asterisco, ma per una questione di primaria importanza, ossia l’esigenza di fermare il massacro genocidario e di portare supporto alla popolazione stremata. Nulla da dire, dunque, sulla natura dell’impresa, che merita solo di essere approvata, in specie se si considera la vergognosa mancanza di azione concreta da parte dei governi europei, genuflessi in un modo o nell’altro a USrraele. Vi sono però degli interrogativi che debbono essere messi in evidenza. Anzitutto, presenti nell’equipaggio troviamo alcuni esponenti del pensiero unico politicamente corretto, forse in cerca di un guizzo di visibilità. Ad esempio, la piccola scandinava Greta Thunberg, che pure ha rapidamente lasciato l’equipaggio dopo essere entrata in rotta di collisione con gli altri membri della ciurma. A quale gioco giocano simili personaggi, che usualmente troviamo dalla parte sbagliata della storia? L’altra questione su cui desidero richiamare l’attenzione riguarda il fatto che l’Italia ha abbandonato le imbarcazioni a 150 miglia da Gaza. La fregata Alpino si è infatti ritirata, lasciando a mo’ di scorta la Marina militare Spagnola e Turca. L’Alpino si sarebbe progressivamente allontanata dal convoglio, lasciando le altre imbarcazioni proseguire con il supporto delle marine turca e spagnola. Perché questo abbandono repentino? Perché voltare le insegne proprio ora? Difficile dare una risposta, dobbiamo però riconoscere che è un’usanza abbastanza radicata nel costume italico l’abbandono dell’impresa e il cambio di direzione…

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