Libri di Diego Fusaro
È nato in questi giorni un nuovo movimento politico dal nome Agorà, fondato da Angelo d’Orsi, storico delle dottrine politiche e studioso di Antonio Gramsci. Si è svolta a Roma l’assemblea fondativa del movimento, che, allo stato dell’arte, punta soprattutto sul tema geopolitico. Opposizione all’imperialismo americano e israeliano, rivendicazione della sovranità nazionale, contestazione di tutte le guerre made in USA, apertura alla Russia di Putin e ai Paesi disallineati: sono questi alcuni dei tratti salienti della nuova formazione. Un programma pienamente sottoscrivibile da qualsiasi punto di vista, ancorché manchino ad oggi elementi per giudicare la prospettiva relativa alla politica interna, su cui il movimento ancora non si è chiaramente espresso. Ma il tema della politica estera è già di per sé sufficiente per formulare un giudizio ampiamente positivo su Agorà di Angelo d’Orsi. A certificare la bontà del progetto è, oltretutto, la reazione scomposta, livorosa e berciante dei cani da guardia del potere liberal-atlantista, che hanno abbaiato a più riprese contro Agorà, accusata di “intelligenza con lo straniero”, deplorevole formula che ci riporta al passato e alle sue repressioni. È da sperare vivamente che Agorà cresca e riesca a organizzare intorno a sé un crescente consenso, per resistere all’omologazione che contrassegna una politica ormai saldamente allineata al verbo unico liberal-atlantista e per depotenziare il fronte dei professionisti del gatekeeping di “Futuro Nazionale” del generale Vannacci, partito neofondato il cui unico tacito obiettivo è quello di dirottare il dissenso verso l’ordine costituito nel binario morto di una critica sterile, che di fatto già metabolizza l’ordine dominante e i suoi fondamenti, il liberismo e l’atlantismo. Se il partito del Vannacci appare organico all’ordine dominante da qualsiasi prospettiva lo si guardi (e così si spiega anche la visibilità permanente di cui gode), il movimento di d’Orsi risulta, allo stato dell’arte, radicalmente antisistemico sul versante geopolitico. È da auspicare fortemente che sul piano della politica interna proponga una piattaforma socialista e anti-liberista.