Libri di Diego Fusaro
In una sua recente sortita mediatica, lo scrittore politicamente corretto Erri De Luca ha preso nemmeno troppo obliquamente le difese di Israele, dichiarandosi apertis verbis sionista e negando senza perifrasi edulcoranti l’esistenza di un genocidio a Gaza. In molti si stanno stupendo per questa sortita temeraria. Per parte mia, non mi meraviglio affatto e, anzi, mi pare del tutto coerente con l’ordine simbolico dominante, che gli intellettuali organici al blocco oligarchico neoliberale sono tenuti a diffondere a supporto dell’ordine reale della globalizzazione liberal-imperialistica. È il doveroso tributo che gli intellettuali sono chiamati a dare per poter avere visibilità permanente e per poter essere riconosciuti a reti unificate come maîtres à penser del nostro tempo. Con le sue dichiarazioni, Erri De Luca non ha fatto altro che dare voce a ciò che i gruppi dominanti nel quadro della globalizzazione liberal-atlantista pretendono che gli intellettuali di accompagnamento pensino e soprattutto dicano, in modo da orientare le masse teledipendenti verso la piena ed entusiastica accettazione della mappa mundi funzionale al dominio del blocco oligarchico neoliberale. Erri De Luca ha semplicemente detto, in forma forse più estrema e più radicale, ciò che la massima parte del clero giornalistico e del clero intellettuale dicono in maniera maggiormente obliqua. Libero mercato concorrenziale senza confini e imperialismo etico di USraele sono i due capisaldi dell’ordine dominante, egualmente accettati dalla destra e dalla sinistra e, ovviamente, dagli intellettuali organici al blocco oligarchico neoliberale.