Sono nato nel 1983. In questi 35 anni di vita non mi era mai capitato di sentire applausi al governo in occasione di funerali di Stato. Qualcosa sta cambiando, forse. L’attacco del governo contro la religione della privatizzazione e contro gli united colors della cinica mondializzazione è un segnale che non può essere ignorato. E a cui auspicabilmente deve seguire un potenziamento dello Stato etico, in grado di disciplinare sovranamente il mercato. Come? Allentando i vincoli con l’Unione Europea, ponendo la politica sopra l’economia, il lavoro sopra il capitale, la comunità umana sopra la libera circolazione deregolamentata, modificando il senso comune liberal e cosmopolita in senso nazionale-popolare, socialista e patriottico.
Citazioni
"La mia arte maieutica ha in generale le stesse caratteristiche della loro. La differenza è che la mia arte opera con gli uomini e non con le donne e che è l’anima che essa sorveglia nel travaglio del parto, non il corpo. Ma il più grande privilegio dell’arte che io pratico è di sapere mettere alla prova e distinguere, con grande rigore, se la riflessione di un giovane è gravida di apparenza vana e menzognera o del frutto della vita e della verità. Infatti io ho gli stessi limiti delle levatrici. Non è in mio potere generare nella saggezza e le critiche che nel passato mi sono state rivolte - che pongo domande agli altri ma non dico mai la mia opinione personale su alcuna cosa, e che la causa di questo è che la mia saggezza è cosa da nulla - è un rimprovero che risponde a verità. Eccola la vera causa: far da levatrice agli altri è il compito che il dio mi ha imposto; procreare è un potere che non mi ha dato. Io non sono dunque dentro di me saggio in nessun grado e non ho da parte mia generato nella mia anima proprio nulla. Ma coloro che entrano in rapporto con me all’inizio sembrano non saper nulla - qualcuno anche sembra non saper proprio nulla del tutto -, ma poi a mano a mano che mi stanno vicino e per quel tanto che il dio glielo concede è meravigliosa la velocità con cui progrediscono, sia a loro proprio giudizio sia a quello degli altri. Ed è chiarissimo il fatto che loro non hanno mai imparato nulla da me ed hanno da soli, in se stessi, concepito questa ricchezza di bei pensieri che scoprono e portano alla luce. Però il dio ed io siamo stati le loro levatrici". (Platone, "Teeteto")