Socrate

Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio italiano ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista, si è detta insoddisfatta in relazione al proposito di disimpegno statunitense in Europa. Come è noto, Washington è profondamente delusa dal contegno degli Europei, soprattutto di quello della Spagna e dell’Italia, le quali non hanno adeguatamente supportato la civiltà del dollaro nella sua sciagurata missione imperialistica in Iran. Sicché adesso Donald Trump minaccia l’Europa dicendo di voler ritirare le truppe americane dal vecchio continente. Ogni vero patriota dovrebbe giubilare al cospetto di questa notizia, leggendola come l’auspicato spiraglio di un ritorno alla sovranità militare grazie alla fine della occupazione americana dell’Europa con basi e milizie. E invece Giorgia Meloni si dice contraria e insoddisfatta, sperando di poter far cambiare idea al codino biondo che fa impazzire il mondo: tant’è che Guido Crosetto è già pronto ad andare in missione a Washington per ricucire il rapporto sfilacciato con Trump. Come non mi stanco di ripetere, quello di Giorgia Meloni e dei suoi sodali è un patriottismo di cartapesta, un sovranismo di cartone, dietro al quale si nasconde l’usuale ridicola sudditanza italiana all’impero a stelle e strisce.  La si dovrebbe finire una volta tanto di qualificare come fascista il governo di Giorgia Meloni: è un governo totalmente liberista e atlantista, perfettamente sovrapponibile a quelli della sinistra fucsia. Il fascismo – e lo dico da gramsciano, alieno da ogni possibile simpatia per il ventennio – aveva se non altro, al netto di tutti i suoi limiti e le sue contraddizioni, il senso dei diritti sociali, in quanto figlio ribelle del Partito Socialista. La destra neoliberale di Giorgia Meloni e la sinistra neoliberale di Elly Schlein non hanno nulla a che fare, rispettivamente, con il fascismo e con il comunismo, essendo soltanto due episodi tragicomici di neoliberismo atlantista contemporaneo.

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