Socrate

Lo ha detto nuovamente. Giorgia Meloni, presidente del consiglio ed esponente di punta del giullaresco governo della destra bluette neoliberale e filoatlantista, filobancaria e filoisraeliana, ha infatti di nuovo dichiarato si vis pacem, para bellum. Deve piacerle particolarmente questa frase latina o forse, si potrebbe malignamente commentare, è la sola che conosca. Sia quel che sia, la ha di nuovo pronunciata per giustificare l’inaudito e demenziale riarmo dell’Europa sotto l’egida del manicomiale Piano Rearm Europe voluto dalla sacerdotessa dei mercati apatridi Ursula von der Leyen. Sarebbe d’uopo ricordare a Giorgia Meloni che sprecare i soldi per il riarmo o per l’invio di armi a Kiev sacrificando i diritti dei cittadini italiani o magari anche, come il suo governo ha fatto, alzando l’età pensionabile degli italiani non è granché come mossa politica. Oltretutto, continuare a provocare sciaguratamente la Russia nel tentativo folle di trascinarla nel conflitto, fingendo però che sia la Russia stessa a volerlo, rappresenta la pietra angolare di ogni velleità suicidaria da parte di un’Europa sempre più simile a un treno in corsa verso l’abisso. Ebbene, se il governo giullaresco di Giorgia Meloni continua a godere di grande consenso nonostante tutte le malefatte che continua indefessamente a produrre, deve dire grazie all’opposizione inesistente, composta da un’armata Brancaleone politica che di fatto condivide la medesima sciagurata visione atlantista e neoliberale. Pur non avendo alcuna simpatia per l’esiziale governo di Giorgia Meloni, lo diciamo senza tema di smentita e senza perifrasi edulcoranti: con una opposizione di questo genere, detto governo è destinato a rimanere in carica per i prossimi 200 anni. Come sempre, destra e sinistra rappresentano oggi soltanto l’omogeneità bipolare e l’alternanza senza alternativa, dunque le due ali dell’aquila neoliberale che vola dominante nei cieli della globalizzazione turbocapitalistica.

(Visualizzazioni 21 > oggi 1)