Socrate

Sta facendo molto discutere, in maniera altamente ideologica e propagandistica peraltro, la serie inenarrabile di insulti contro Giorgia Meloni fatti recentemente da un giornalista televisivo russo: il quale ha detto contro il Presidente del consiglio italiano parole francamente irripetibili e indubbiamente degne di essere massimamente condannate. Come non ci stanchiamo di ripetere, le critiche, anche severe, sono sempre benvenute, a patto che siano argomentate: l’insulto, l’offesa e la minaccia violano le regole del dialogo e infine poco dicono dell’insultato e molto dell’insultante. Al di là di questo aspetto pittoresco, tuttavia, quello che merita di essere commentato è l’atteggiamento di ormai aperta ostilità verso l’Italia che contraddistingue la Russia di Putin: atteggiamento di ostilità che invero l’Italia si è guadagnata sul campo, non soltanto tradendo la Russia, un tempo sua amica, ma abbandonandosi a tutta una serie di dichiarazioni francamente vergognose non meno di quelle del giornalista russo da cui siamo partiti. La nostra sventurata Italia ha scelto infatti di schierarsi contro la Russia per supportare le ignobili e irragionevoli ragioni del guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, e dunque per assecondare gli ordini del padrone a stelle e strisce, come sempre. Era inevitabile che si arrivasse a questo osceno risultato: cosa aspettarsi del resto quando ci si avventura a definire pubblicamente e in termini quasi ufficiali la Russia come l’equivalente del terzo Reich?

(Visualizzazioni 59 > oggi 1)