Libri di Diego Fusaro
Comincia a salire la tensione mediatica intorno all’Hantavirus. I modi e le strategie narrative ricordano tragicamente quelli del coronavirus, cosicché ci troviamo a vivere una sorta di déjà vu. Si vocifera nemmeno troppo obliquamente del possibile ritorno di una epidemia in Europa, proprio nei giorni in cui, per ironia della sorte, il governo italiano ha varato il nuovo piano pandemico, attivo fino al 2029. Non sappiamo, ovviamente, come andrà a finire, ma non ci stupiremmo affatto se dovesse ripresentarsi uno scenario analogo a quello del 2020, con il ritorno in pompa magna del Leviatano tecnosanitario. I virus e le epidemie esistono purtroppo da sempre, ma la vera novità della civiltà tecnomorfa contemporanea consiste nell’utilizzarle ad arte per riorganizzare il potere e il governo delle cose e delle persone, cavalcando l’emergenza come ars regendi. Come non mi stanco di sottolineare, neoliberismo ed emergenza fanno sistema, cosicché l’ordine neoliberale e l’emergenza permanente si rovesciano dialetticamente l’uno nell’altra. L’emergenza infatti, soprattutto se amplificata dal discorso mediatico e dai monopolisti della parola, permette al potere neoliberale di imporre misure e norme proprie dello Stato d’eccezione che, in una condizione di normalità, mai verrebbero accettate e che è invece la situazione dell’emergenza a rendere non solo accettabili, ma, di più, necessarie. D’altro canto, la tesi che avevamo sostenuto nel nostro libro del 2021, “Golpe globale”, è quella secondo cui l’emergenza presenta ormai un andamento a YoYo, alternando fasi 1 di emergenza radicale a fasi 2 di emergenza più blanda o latente. Stiamo dunque, dopo una lunga fase 2, per tornare alla fase 1? È una domanda che non possiamo eludere e per la quale tuttavia non abbiamo una risposta certa. Lo scopriremo presto.