Libri di Diego Fusaro
Adesso i media occidentali, di provata fede liberista e atlantista, ci spiegano con zelo che Vladimir Putin teme il colpo di stato ed è ormai costretto a vivere come un topo rinchiuso nel bunker. Prodigi della propaganda del sinedrio liberal-finanziario! Come indubbiamente non avrete dimenticato, sono grosso modo gli stessi che ci spiegavano con solerzia anni fa che Putin era in procinto di abbandonare questo mondo, affetto da una grave malattia, e che analogamente si peritavano di renderci edotti del fatto che i soldati russi erano stremati e ormai costretti a combattere con le vanghe. La propaganda, bene inteso, è sempre esistita: ma mai ha raggiunto livelli tanto demenziali e offensivi per la popolazione a cui dall’alto si rivolge, trattandola come un parco di bambini creduloni, pronti a bersi ogni fandonia e ad accettare a scatola chiusa la narrazione dominante, ogni giorno più surreale e più assurda. Gli stessi padroni del discorso ci avevano oltretutto garantito, fin dal marzo del 2022, che la Russia sarebbe collassata celermente e la guerra sarebbe finita nel volgere di poche settimane a vantaggio dell’Ucraina del guitto di Kiev, l’attore Nato Zelensky, prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood. Si dice sempre, e non senza buone ragioni, che è proprio dei regimi non democratici, tra l’altro, il nascondere tenacemente la verità, coprendola con narrazioni mendaci e propagandistiche: anche questa determinazione, allora, dovrebbe aiutarci a comprendere come quella di cui siamo abitatori non corrisponda nemmeno lontanamente alla democrazia, essendo ormai sotto ogni profilo una plutocrazia neoliberale e finanziaria a base imperialistica, che pure si ammanta del titolo di “democrazia più grande del mondo” e, con la fortunata formula di Popper, di open society dai diritti e dalle libertà garantiti. A destare sbigottimento non è solo il livello manicomiale della propaganda, ma anche il grado di adattamento di larga parte dei sudditi, disposti ad accettarla senza il benché minimo senso critico.