Su “La Repubblica” di oggi, i pedagoghi del mondialismo si peritano di spiegare, a noi plebi populiste, che cos’è il poliamore: “Cos’è il poliamore e perché può renderci felici”. L’obiettivo dei cantori dello sradicamento turbocapitalistico è lampante: annichilire la famiglia e ogni etica comunitaria.


Citazioni

"Noi viviamo e moriamo in un mondo razionale e produttivo. Noi sappiamo che la distruzione è il prezzo del progresso, così come la morte è il prezzo della vita; che rinuncia e fatica sono condizioni necessarie del piacere e della gioia; che l'attività economica deve proseguire, e che le alternative sono utopiche. Questa ideologia appartiene all'apparato stabilito della società: è un requisito del suo regolare funzionamento, fa parte della sua razionalità". (H. Marcuse, "L'uomo a una dimensione")



(Visualizzazioni 2.560 > oggi 1)

Di admin

6 pensiero su ““La Repubblica” esorta al poliamore”
  1. Viaggiando per il mondo, ci si rende conto di quanto sia necessaria la famiglia per la crescita della prole.
    Di quanto possa ritenersi fortunato un bimbo, venuto al mondo da due genitori “sani”, capaci di insegnare lui i valori veri della vita, che si riconducono in realtà all’unico vero valore: l’amore.
    Imparare ad amare ecco cosa conta. Amare, amarsi rispettando la dignità altrui e la propria.
    La famiglia può insegnare tutto questo perché l’amore dei genitori per un figlio, in condizioni normali, non ha eguali.
    Quanto lontano ci vogliono portare invece i “de-insegnamenti” della cultura dominante ormai planetaria?
    A quello che Diego ripete ormai incessantemente: all’uomo senza famiglia, senza Patria, sradicato e confuso, in balia dei vari dominus collocati ad arte qua e la nel mondo.

  2. Ora abbasta!!
    Le donne devono fare le donne, gli uomini gli uomini, bisogna tornare alle tradizioni.
    Questo sfacelo è iniziato tutto con 2 cose: il diritto di voto alle donne e il capitalismo.
    Bisogna tornare ad un’economia contadina senza macchine, abolire ogni forma di elettricità, meccanismi a motore,

    L’ITALIA AGLI ITALIANI !!!!!!!!!!!!!!!

  3. Salve a tutti, sono un ragazzo di 26 anni e sono felicemente innamorato da 6 della mia ragazza.
    In linea generale mi sono sempre trovato abbastanza d’accordo con le posizioni di Fusaro, ma questa volta riscontro un netto contrasto con le mie modeste opinioni.
    Per prima cosa vorrei esternare la mia speranza che l’assalto di commenti “benpensanti” che il post del filosofo ha prodotto, sia qui che su Facebook, siano stati preceduti da un’attenta lettura dell’articolo contestato di cui, appositamente o no, è stato omesso il link.
    Dopo questa breve premessa, vorrei iniziare sottolineando l’assoluta assenza nell’articolo di attacchi verso il concetto di coppia monogama; per quanto possa essere sembrare fuorviante agli occhi di un lettore che affronta l’argomento con preconcetti dovuti a una radicata cultura secolare, l’unico attacco che effettivamente si fa è al dogma che circonda la monogamia, non alla scelta di per sé; due cose ben diverse. L’articolo, tra l’altro, non accenna neanche lontanamente a una possibilità di coesistenza tra poliamore, famiglia e figli.
    Dall’altro lato del ring abbiamo invece una società che predica il sacro quadretto della famiglia mentre la nostra contemporanea gioventù “monogama” genera innocenti vite umane (permettetemi di aggiungere, neanche fossero Cicciobello) spesso neanche previste, probabilmente a causa di ciò si unisce nel sacro vincolo del matrimonio e, la gran parte delle volte, si separa e divorzia dopo poco perché le basi non erano abbastanza solide.
    Ho parlato della gioventù perché vedo intorno a me parecchi miei coetanei che si ritrovano in situazioni simili, ma il discorso si può allargare anche a coppie più “mature” (forse solo nell’età anagrafica); io stesso sono figlio di divorziati.
    Bisogna fare chiarezza: creare una famiglia e andare a vivere insieme, sposandosi e avendo figli non sono per forza la stessa cosa.
    Perché una famiglia si possa definire tale, almeno secondo me, deve essere formata da persone che collaborano, disposte a far sacrifici le une con le altre, che, nonostante le difficoltà che la società è pronta a propinarci, si unisce, si fa forza e va avanti. La stessa etimologia della parola la fa derivare dal termine latino che designava nel complesso i servitori della casa, praticamente il motore che manda avanti la baracca. Aggiungerei inoltre che nelle prime lezioni di economia, alle scuole superiori, si paragonava la famiglia a una piccola azienda, con i propri obiettivi, entrate, uscite etc.
    A questo punto si può ben capire che non bastano un uomo, una donna ed eventuali bambini/e per costruire una famiglia che possa definirsi tale, come non si può costruire un’auto con del metallo e quattro ruote se tutti i pezzi non sono montati bene e non trovano una loro sinergia.
    Mi chiedo dunque perché questa società piena di famiglie di circostanza (ovviamente non voglio fare di tutta l’erba un fascio) si debba così preoccupare di come altre persone vogliano vivere la propria vita, riempiendosi la bocca di frasi come “Attacco alla famiglia”, cercando attriti, neanche avessero fatto del complottismo la religione di Stato, riferendosi a un articolo che parla, sì di un diverso approccio, ma pur sempre d’amore.
    Se si legge attentamente l’articolo in questione si può notare come affronta in modo limpido problematiche che possono essere all’ordine del giorno e, in ogni caso, mette al primo posto la lealtà, virtù che ormai manca sempre di più nella nostra società. Preferirei centomila volte una sincera relazione poliamorosa a un tradimento. A tal proposito vorrei ricordare che ciò che ora chiamiamo “tradimento” nel contesto di una relazione altro non è che un’ellissi in riferimento al tradimento della fiducia, una fiducia nel patto che si è creato tra partner. Quindi amare o far l’amore con persone diverse durante una relazione non genera necessariamente un tradimento (o come ha scritto qualche ignorante su Facebook “Sono comunque corna”), ma tutto dipende dal patto che c’è tra i partner e dal rispetto della fiducia reciproca.
    Si può dunque affermare anche che una relazione poliamorosa può sussistere senza tradimenti e nel pieno rispetto del o dei partner.
    In ultima analisi vorrei far notare come in una società così piena di stimoli come la nostra, molto più aperta di quella dei nostri nonni dove a una carezza sul viso della donna, l’uomo rischiava un manrovescio (tratto da una storia vera), si è più soggetti al desiderio di provare cose diverse; sempre meglio emozioni dovute all’amore che sensazioni date dalle droghe, no? D’altronde è pieno di bellezze nel mondo, perché non goderne appieno? Ovviamente il discorso è valido per entrambi i sessi.

    Concludo sperando che, dopo aver letto il mio commento, qualcuno possa condividere il mio punto di vista e mi auguro di cuore di poter avere un riscontro da parte di Diego Fusaro se ritiene il mio intervento degno di risposta, magari in privato così da evitare eventuali interventi non graditi; ci terrei davvero perché il miglior modo per crescere è discutere.

    Grazie per chi è arrivato fino in fondo.

    Angelo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Diego Fusaro