Libri di Diego Fusaro
È ufficiale: l’Unione Europea è giunta al diciottesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia di Putin. Ne danno notizie a tutti i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani nazionali. Si è prontamente realizzato il desiderio della signora Kallas, euroinomane di Bruxelles, la quale aveva detto pochi giorni fa di auspicare rapide sanzioni contro la Russia. Come non mi stanco di sottolineare, la situazione è tragica senza riuscire a essere seria. E lo stesso Orwell appare oggi un dilettante rispetto a una realtà che ha superato di diverse misure le sue fantasie distopiche. Come non mi stanco di rilevare a ogni pacchetto di sanzioni varato, si tratta di una situazione paradossale, al cospetto della quale non si sa se ridere o piangere: le sanzioni che senza tregua l’Unione Europea va istituendo contro la Russia di Putin sono il primo caso storico, nella lunga e tormentata vicenda del genere umano, di sanzioni che vanno a nocumento del sanzionante e non del sanzionato. Tant’è che, mentre l’Europa sta affondando e letteralmente colando a picco, la Russia di Putin continua imperterrita lungo la sua strada, simile a un pachiderma che non si accorge nemmeno dell’abbaiare scomposto del chihuahua che gli sta intorno. Non soltanto le sanzioni non danneggiano la Russia, ma recano nocumento all’Europa che le istituisce: oltretutto, non si dimentichi che la macchina ipertrofica della propaganda seguita a ripetere che nostro nemico è la Russia, che ci venderebbe il gas a prezzi stracciati, e nostro amico è l’impero americano, che ci fa pagare le armi per l’Ucraina, ci impone dazi e ci vende il gas a prezzi esorbitanti. La cosa più assurda, naturalmente, non è che tutto ciò accada ma che i più aderiscano stoltamente a questa narrazione manicomiale. Con ciò, appare una volta di più evidente come il potere non solo produca l’intollerabile ma, a un sol parto, soggetti disposti a tollerarlo con stolta letizia.