euro, governo, filosofia



L’euro non è una moneta, ma un sistema di governo il cui fine è la distruzione del vecchio modello europeo, sostituito da quello della privatizzazione selvaggia e dalla soppressione di ogni residuo welfare state.



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Di admin

4 pensiero su “L’euro non è una moneta: è un metodo di governo”
  1. L’euro, così come qualsiasi altro mezzo di pagamento a corso legale , è solo fiatmoney, denaro manipolabile e manipolato politicamente, dal valore stabilito arbitrariamente da un piccolo manipolo di cosiddetti esperti, una casta sacerdotale di tecnocrati cui è attribuito questo immenso potere.
    E questo accade dal 1913, data di fondazione della Fed, ed ancor più dal 1971, data in cui l’oro è stato eliminato come asset di garanzia del dollaro. Dando il via contemporaneamente alla dissolutezza finanziaria dei politici del deficit perenne ed all’azzardo morale delle tecniche finanziarie del neoliberismo turbocapitalista, con tutte le ovvie conseguenze che oggi viviamo.

    Per millenni, al contrario, il mezzo di scambio era stato selezionato spontaneamente e progressivamente dalle interazioni umane. E le merci migliori scelte allo scopo erano oro ed argento. Non manipolabili con facilità nella quantità e pertanto stabili nel valore. Quello era soundmoney.

    Oggi non usiamo più denaro/merce, ma siamo obbligati ad usare denaro/debito.
    E le élites fanno e faranno di tutto affinché le cose non cambino. Ce lo stanno anche dematerializzando con la war on cash globale per rinchiuderci definitivamente nel loro circuito finanziario con la scusa del terrore, del crimine e dell’evasione fiscale.
    Andiamo a grandi passi verso il panopticon globale.

  2. DI CHI È L’EURO? – Questo principio doveva valere per la lira ieri e dovrebbe valere per l’euro oggi. L’euro è una divisa anonima e la BCE sostiene di esserne proprietaria, anche se non sa dire su quale principio si basa quest’affermazione, visto che non è mai stato stabilito da nessun trattato o nessuna legge. C’è un’enorme buco normativo, è una questione giurisprudenziale e filosofica che deve essere risolta, essendo questa l’origine del sistema di indebitamento. È ormai risaputo che la BCE con Mario Draghi ha messo a disposizione del circuito bancario europeo, tramite un’operazione di politica monetaria chiamata LTRO (Long Term Refinancing Operation), circa 1000 MLD, di cui ben 139 sono destinati all’Italia. Un’iniezione di liquidità che secondo gli eurocrati dovrebbe aiutare la ripresa: le banche prendono in prestito i denari emessi da Draghi (con un tasso di favore che, secondo le recenti notizie dovrebbe arrivare addirittura allo 0,25 %!) e a loro volta fanno quello che fanno tutte le banche: prestano a tassi di interesse assai maggiori gli stessi soldi agli stati (acquistando titoli del debito con saggi che vanno dal 4 all’8 %) e a privati (11-14 %). Ma nessuno si chiede mai da dove abbia preso quella ingente somma che indebita a cascata tutto il sistema economico sin dall’origine: Mr. Draghi l’ha creata dal nulla, esattamente come fanno tutte le banche centrali dell’occidente democratico. Ad oggi i 1000 MLD della LTRO rappresentano 1000 MLD di debiti a cui bisogna aggiungere gli interessi.

    BUCO NORMATIVO DA SANARE – Se non si sana questo enorme buco normativo stabilendo che la proprietà della moneta deve appartenere al popolo, sarà impossibile uscire dalla crisi semplicemente perchè a queste condizioni è impossibile ripagare qualsiasi tipo di debito. La soluzione c’è già, è composta da 2 articoli e poche righe.
    IL VERO PROPRIETARIO È IL CITTADINO – Come spiega bene l’ex Procuratore Capo della Repubblica presso la Corte d’Appello di L’Aquila Bruno Tarquini nel suo libro “La Banca, la Moneta, l’Usura”, la moneta all’atto dell’emissione non può non avere, come tutti i beni mobili, un proprietario. E senza sapere chi è il proprietario è impossibile stabilire chi sia il creditore e chi è il debitore. I senatori che nel 1996 presentavano il disegno di legge, volevano che fosse sancito una volta per tutte che i pezzi di carta che servono a favorire gli scambi devono essere di proprietà esclusiva dei cittadini che per effetto di una convenzione (legge che istituisce il corso forzoso della moneta) fanno sì che la moneta acquisisca valore.
    IL VERO PROPRIETARIO È IL CITTADINO – Come spiega bene l’ex Procuratore Capo della Repubblica presso la Corte d’Appello di L’Aquila Bruno Tarquini nel suo libro “La Banca, la Moneta, l’Usura”, la moneta all’atto dell’emissione non può non avere, come tutti i beni mobili, un proprietario. E senza sapere chi è il proprietario è impossibile stabilire chi sia il creditore e chi è il debitore. I senatori che nel 1996 presentavano il disegno di legge, volevano che fosse sancito una volta per tutte che i pezzi di carta che servono a favorire gli scambi devono essere di proprietà esclusiva dei cittadini che per effetto di una convenzione (legge che istituisce il corso forzoso della moneta) fanno sì che la moneta acquisisca valore.
    domande senza risposte da piu di 20 anni in parlamento ..
    IL CONTESTO STORICO – Siamo negli anni in cui la Banca d’Italia emette le lire attraverso dei biglietti di banca totalmente privi di garanzia (essendo stata abolita la riserva aurea e il Gold Standard nel 1971 dalla fine degli accordi di Bretton Woods), creandoli dal nulla e prestandoli ad interesse al sistema bancario ed economico dell’intera Nazione. Di fatto un ente privato che svolge una funzione pubblica si arroga il diritto di prestare ad interesse i simboli di valore creati, ritenendosi quindi proprietaria della carta-moneta circolante. Il deputato di Alleanza Nazionale Nicola Pasetto rivolse il 17 Marzo 1995 un’interrogazione al Ministro del Tesoro per sapere “se non intendesse promuovere una riforma legislativa diretta a definire la moneta un bene reale conferito, all’atto dell’emissione, a titolo originario di proprietà di tutti i cittadini appartenenti alla collettività nazionale italiana, con conseguente riforma dell’attuale sistema dell’emissione monetaria, che trasforma la banca centrale da semplice ente gestore ad ente proprietario dei valori monetari”. Rispose il Sottosegretario di Stato Carlo Pace, confermando quello che già il sottosegretario del Tesoro Vegas disse l’anno precedente rispondendo ad un’altra interrogazione posta dai Senatori Natali e Orlando (rispettivamente AN e Rifondazione Comunista): è errato affermare che la proprietà della moneta fosse della Banca d’Italia. Due risposte in linea che confermano l’ambiguità su questo tema: se non è della Banca d’Italia, la moneta di chi è? Dello Stato? Perché sui biglietti c’è la firma del Governatore e la sigla dell’Istituto di palazzo Koch?

  3. Come lo stesso professore Auriti ha chiaramente spiegato nei suoi vari interventi, fenomeni come uomini che muoiono all’anno per fame, malattie, disperazione, disoccupazione, delinquenza, immigrazione, emigrazione e declino occidentale, sono direttamente riconducibili alla piaga della moneta-debito, messa in opera dal sistema usurocratico tramite la Banca Centrale privata, a proprio unico e solo vantaggio, attraverso il disumano meccanismo del signoraggio bancario, con cui viene emessa moneta cartacea dal nulla prestandola e addebitandola alla comunità per il valore nominale.

    https://youtu.be/ooum_vD6yr0

    DIFFIDA alla BCE
    – nessuna norma del trattato di Maastricht stabilisce di chi sia la proprietà dell’EURO all’atto dell’emissione; – non si può dire chi sia debitore e chi creditore nella fase di circolazione; – l’EURO non può, quindi, essere accettato come moneta di corso legale perché manca la certezza del diritto; -il fatto, per la sua notorietà, non necessita del sostegno di alcun mezzo di prova o di accertamento giudiziario.

    In virtù di quanto innanzi premesso, il sottoscritto, nella qualità dedotta, avanza formale diffida alla Banca Centrale Europea, in persona del Governatore pro-tempore, ad astenersi da qualunque forma di emissione di euro perché il vizio di nullità è di tale rilievo da impedire, per carenza assoluta della certezza del diritto, la nascita del valore monetario convenzionale.

    Si fa presente, con l’occasione, che la proprietà dell’EURO dev’essere riconosciuta a tutti i cittadini europei sin dall’atto dell’emissione perché sono costoro che, accettando la moneta, ne creano il valore e, quindi, ne acquistano la proprietà.
    Di conseguenza la B.C.E., non essendo proprietaria dei valori monetari, non può prestarli ai cittadini.

    Tutto l’EURO che sarà emesso dovrà essere accreditato alle collettività nazionali che, contestualmente all’emissione, vanno riconosciute proprietarie della loro moneta. Posto che la recente scoperta scientifica del valore indotto ha dimostrato che tutti possono prestare denaro, tranne chi lo emette, il mancato rispetto di questo principio consoliderebbe i reati di truffa, usura, falso in bilancio, associazione a delinquere e, consequenzialmente, istigazione al suicidio da insolvenza; tutto ciò in applicazione anche di norme penali vigenti ed uniformi in tutti gli Stati europei.
    Ove mai la presente diffida non fosse accolta i popoli europei si andrebbero ad indebitare verso la B.C.E.senza alcun corrispettivo e per un debito, non dovuto,pari alla massa monetaria in circolazione. In mancanza di riscontro lo scrivente Sindacato si vedrà costretto a rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea. Chieti, lì 01.06.2001. F.to II Segretario Generale del Sindacato Antiusura SAUS Avv.Prof. Giacinto Auriti Relata di notifica ad istanza come in atti, io sottoscrìtto Ufficiale Giudiziario, addetto all’UUNEP presso il Tribunale di Chieti, ho notificato copia del su esteso atto, conforme all’originale, alla Banca Centrale Europea, in persona del Governatore protempore, con sede in, Kaiser Strasse n. 29 D. 60311 Frankfurt/am/main/German y, ciò ho fatto mediante servizio postale ai sensi di legge. Chieti, 2 Giugno 2001. F.to Ufficiale Giudiziario Papale Luigi Dell’Ufficio Unico Esecuzioni Tribunale di Chieti.

    Di conseguenza il sindacato antiusura S.A.US., malgrado abbia abbondantemente dimostrato che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette;

    PRENDE ATTO

    che, malgrado la notorietà dei fatti qui evidenziati e regolarmente denunciati alla Procura della Repubblica del Tribunale di Teramo (in data 8-3-93) e pur essendo stato presentato al Senato della Repubblica Italiana il Disegno di Legge “PER LA PROPRIETÀ’ POPOLARE DELLA MONETA” (XII Legislatura, n. 1282, e XIII Legislatura, n. 1889 su iniziativa dei Senatori Natali, Monteleone, ed altri), il problema è stato del tutto ignorato dalle Autorità Statali.

    L’attuale assoluta inefficienza degli organi statuali a liberare la collettività nazionale dall’asservimento alla grande usura della Banca Centrale, invita i cittadini a farsi giustizia per proprio conto, convenzionalmente, per legittima difesa, usufruendo del SIMEC: l’ unica moneta al mondo di proprietà del portatore.
    < Prec
    La SOVRANITA’ MONETARIA va attribuita allo Stato, come quarto potere costituzionale, e tolta alla banca centrale.
    La PROPRIETA’ della MONETA va attribuita al Popolo, che, per convenzione sociale le attribuisce il valore: ognuno infatti accetta moneta in previsione di poterla spendere a sua volta. Si attua così il diritto sociale universale, come previsto dalla
    DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA e del 2° co. Dell’ art. 42 della Costituzione. Riconosciuta la moneta di proprietà dei cittadini, lo Stato deve trattenere all’ origine, sin dall’ emissione, quanto necessario per esigenze di pubblica utilità, ELIMINANDO il 100% dei PRELIEVI FISCALI.

    Vanno costituiti un MINISTERO PER IL RISARCIMENTO DANNI DA USURA ( come i danni di guerra ) ed un TRIBUNALE CONTRO L’ USURA.

    Il Popolo non deve avere solo la sovranità politica, ma anche quella monetaria, in una DEMOCRAZIA INTEGRALE, altrimenti CONTINUA L’ ATTUALE REGIME USUROCRATICO, che, prestando quanto dovutoci, ci trasforma da proprietari in debitori dei nostri soldi. “ Una volta chi trovava una pepita d'oro se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera. Oggi, al posto della miniera c'è la Banca Centrale, al posto della pepita, un pezzo di carta, al posto della proprietà il debito, perché la banca EMETTE MONETA SOLO PRESTANDO.
    Così siamo stati TRASFORMATI DA PROPRIETARI IN DEBITORI DEI NOSTRI SOLDI perché abbiamo verso la Banca Centrale un debito pari a tutto il denaro in circolazione e questo DEBITO NON DOVUTO lo paghiamo inconsapevolmente con le tasse e gli interessi bancari “.

    PREMESSO

    – che crea il valore della moneta la collettività e non le banche centrali che la emettono, così il simbolo-carta acquista valore a costo nullo per il semplice fatto che ci si mette d'accordo che lo abbia; – che la moneta è misura del valore per convenzione (come ogni unità di misura) ; – che la moneta ha la qualità del valore perché misura i beni economici e come ogni unità di misura ha necessariamente la qualità corrispondente all’ oggetto da misurare (esempio il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza ) ; – che le banche centrali emettono la moneta prestando il dovuto, trasformando i popoli da proprietari in debitori del proprio denaro; – che la moneta, pur essendo un bene collettivo, è di proprietà individuale perché, per indotto giuridico causato dalla convenzione, ogni portatore è proprietario della sua moneta e pertanto la proprietà della moneta, all'atto dell'emissione, deve essere attribuita ai cittadini e non alla banca; – che tale principio, che operava universalmente quando la moneta era espressa con simbolo merce (oro), era stravolto con la moneta nominale: infatti mentre con la moneta d'oro il portatore ne era il proprietario, con la moneta nominale ne diventava inconsapevolmente debitore;

    CONSTATATO

    – che, facendo leva sul riflesso condizionato causato dall'abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali inducono i popoli del mondo ad accettare la propria moneta all'atto dell'emissione col corrispettivo del debito (cioè in prestito) pur essendo il procedimento creativo di moneta nominale realizzato con simboli di costo nullo (oro di carta); – che in tal modo le banche centrali caricano il costo del denaro all'atto dell'emissione del 200% prestando il dovuto, ossia addebitando il valore monetario che avrebbero dovuto accreditare; – che i popoli del mondo vengono così non solo espropriati e indebitati per un valore pari a tutto il denaro in circolazione ma sono fatti precipitare nella condizione angosciosa di debitori ineluttabilmente insolventi con la beffa di subire come "democrazia" l' "usurocrazia"; – che questa situazione consolida, per prassi bancaria, i reati di truffa, associazione a delinquere, falso in bilancio, usura ed istigazione al suicidio da insolvenza (come malattia sociale che non ha precedenti nella storia) perché la banca centrale, PRESTANDO IL DOVUTO, carica il costo del denaro del 200% e rende impossibile la puntualità dei pagamenti;
    TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSTATATO
    Poiché democrazia significa sovranità politica popolare, il popolo deve avere anche la sovranità monetaria che di quella politica è parte costitutiva ed essenziale in un sistema di democrazia vera o integrale in cui la moneta va dichiarata, a titolo originario, di proprietà dei cittadini sin dal momento della sua emissione. Sempre al riguardo si ricorda l'esistenza dei seguenti disegni di Legge:
    DIS. LEGGE N. 1889 SENATO XIII LEGISLATURA
    E' nell'interesse di tutti i popoli di tutto del mondo che si parli della proprietà popolare della moneta ma, ancor di più, è importante ricordare ai nostri politici Italiani di discutere il disegno di legge su indicato che ormai, da anni giace al Senato. IL sottoscritto Prof. Giacinto Auriti, nella qualità di Segretario Generale del Sindacato Antiusura S.A.US., istituito in Guardiagrele (CH) ITALIA

    D I F F I D A la B C E CONSIDERATO CHE

    – nessuna norma del trattato di Maastricht stabilisce di chi sia la proprietà dell'EURO all'atto dell'emissione; – non si può dire chi sia debitore e chi creditore nella fase di circolazione; – l'EURO non può, quindi, essere accettato come moneta di corso legale perché manca la certezza del diritto; – il fatto, per la sua notorietà, non necessita del sostegno di alcun mezzo di prova o di accertamento giudiziario. In virtù di quanto innanzi premesso, il sottoscritto, nella qualità dedotta, avanza formale diffida alla Banca Centrale Europea, in persona del Governatore pro-tempore, ad astenersi da qualunque forma di emissione di euro perché il vizio di nullità è di tale rilievo da impedire, per carenza assoluta della certezza del diritto, la nascita del valore monetario convenzionale. Si fa presente, con l'occasione, che la proprietà dell'EURO dev'essere riconosciuta a tutti i cittadini europei sin dall'atto dell'emissione perché sono costoro che, accettando la moneta, ne creano il valore e, quindi, ne acquistano la proprietà.
    Di conseguenza la B.C.E., non essendo proprietaria dei valori monetari, non può prestarli ai cittadini.Tutto l'EURO che sarà emesso dovrà essere accreditato alle collettività nazionali che, contestualmente all'emissione, vanno riconosciute proprietarie della loro moneta. Posto che la recente scoperta scientifica del valore indotto ha dimostrato che tutti possono prestare denaro, tranne chi lo emette, il mancato rispetto di questo principio consoliderebbe i reati di truffa, usura, falso in bilancio, associazione a delinquere e, consequenzialmente, istigazione al suicidio da insolvenza; tutto ciò in applicazione anche di norme penali vigenti ed uniformi in tutti gli Stati europei.
    Ove mai la presente diffida non fosse accolta i popoli europei si andrebbero ad indebitare verso la B.C.E. senza alcun corrispettivo e per un debito, non dovuto,pari alla massa monetaria in circolazione. In mancanza di riscontro lo scrivente Sindacato si vedrà costretto a rivolgersi alla Corte di Giustizia Europea. Chieti, lì 01.06.2001. F.to II Segretario Generale del Sindacato Antiusura SAUS Avv.Prof. Giacinto Auriti Relata di notifica ad istanza come in atti, io sottoscrìtto Ufficiale Giudiziario, addetto all'UUNEP presso il Tribunale di Chieti, ho notificato copia del su esteso atto, conforme all'originale, alla Banca Centrale Europea, in persona del Governatore protempore, con sede in, Kaiser Strasse n. 29 D. 60311 Frankfurt/am/main/German y, ciò ho fatto mediante servizio postale ai sensi di legge. Chieti, 2 Giugno 2001. F.to Ufficiale Giudiziario Papale Luigi Dell'Ufficio Unico Esecuzioni Tribunale di Chieti. Di conseguenza il sindacato antiusura S.A.US., malgrado abbia abbondantemente dimostrato che tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette;

    PRENDE ATTO

    – che, malgrado la notorietà dei fatti qui evidenziati e regolarmente denunciati alla Procura della Repubblica del Tribunale di Teramo (in data 8-3-93) e pur essendo stato presentato al Senato della Repubblica Italiana il Disegno di Legge "PER LA PROPRIETÀ' POPOLARE DELLA MONETA" (XII Legislatura, n. 1282, e XIII Legislatura, n. 1889 su iniziativa dei Senatori Natali, Monteleone, ed altri), il problema è stato del tutto ignorato dalle Autorità Statali. L'attuale assoluta inefficienza degli organi statuali a liberare la collettività nazionale dall'asservimento alla grande usura della Banca Centrale, invita i cittadini a farsi giustizia per proprio conto, convenzionalmente, per legittima difesa, usufruendo del SIMEC, proprietà del portatore.

    DEFINISCE " PROPOSTA DI UN REGIME MONETARIO UNIFORME IN CUI LA PERSONA UMANA* SIA PADRONE E NON DEBITORE DELLA SUA MONETA "

    * (e non persona giuridica (Enti di Stato, multinazionali, S.p.a. e così via)

    MANIFESTO per la GIUSTIZIA MONETARIA Per garantire la moneta come strumento di diritto sociale vanno rispettati i seguenti principi:

    1).Moneta di proprietà del portatore.
    2).Senza riserva.
    3).Rarità monetaria controllata e finalizzata agli interessi sociali e non a quelli dell'usura.
    4).Reddito monetario di cittadinanza.
    5). Codice dei redditi sociali.
    6).Trattenuta all'origine dei fondi per esigenze fiscali di pubblica utilità.
    7). Moratoria dei debiti (ed eventuale sciopero dei debitori) in attesa dell'accertamento della proprietà dei valori monetari e della relativa compensazione di dare-avere.
    8).Costituzione di un dicastero per il risarcimento danni da usura (analogo al risarcimento danni di guerra).
    9). Divieto di signoraggio: tutti possono prestare moneta tranne chi la emette.

    Manifesto presentato dal Prof.Avv. Giacinto Auriti segretario generale del Sindacato Anti USura S.A.US. al convegno di Guardiagrele (CH) ITALIA "Giustizia monetaria" il 13-09-02

    .

    DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE (ai sensi dell'art. 71 della Costituzione italiana) che riconosce l'EURO proprietà dei cittadini europei.

    Art. 1 – L'EURO, all'atto dell'accettazione, nasce di proprietà dei cittadini ed è acquisito a tal fine nella disponibilità degli Stati Membri aderenti al Trattato di Maastricht. L'EURO è pertanto proprietà del portatore.

    Art. 2 – Ad ogni cittadino è attribuito un codice dei redditi sociali, mediante il quale gli viene accreditata la quota di reddito,causato dalla accettazione monetaria e da altre eventuali fonti di reddito in attuazione del 2° co. dell'art.42 della Costituzione.

    Art. 3 – Accettata la proprietà dell'EURO in rappresentanza della collettività nazionale, il Governo è legittimato a trattenere all'origine quanto necessario per le esigenze fiscali di pubblica utilità.

    Art. 4 – Norma transitoria. E' concessa la moratoria dei debiti a richiesta di parte in attesa che si accerti di chi sia la proprietà dell'EURO all'atto dell'emissione.

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Diego Fusaro