Mare

Diadmin

Ago 17, 2017

Di tutte le cose che sono, il mare è quella che più amo.











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Di admin

4 pensiero su “Mare”
  1. Concordo. Culla della vita. Madre ancestrale.

    Ma la realtà è che adesso i compagni che sbagliano (ancora!!!!) sono diventati iconoclasti in America come nei desiderata di tale nostrana insopportabile vestale del politicamente corretto. Non mi si dica che non ci sta una regia distruttrice di storia ed identità dietro queste coincidenze.

  2. Visto che succede a respingere i migranti a Ceuta come hanno fatto gli Spagnoli per difendere i propri confini?
    Chi vuole l’esercito proletario di riserva fa pagare un alto prezzo di sangue a chi non si adegua.
    Vedremo se si adegueranno. Ed avremo la controprova.

  3. Gentile Prof
    La sua diagnosi è corretta, ma le terapie sono errate perché non conosce l’eziopatogenesi del capitalismo terminale.
    Il libero mercato non c’entra nulla con la situazione attuale perché se esistono le banche centrali il libero mercato non esiste. Esiste solo una pantomima gestita da pochi ed arbitrariamente. Se qualcuno fissa e gestisce il tasso di interesse del denaro, cioè ne fissa il prezzo, ha distorto tutto il naturale e spontaneo meccanismo di s operta dei prezzi ed ha in mano la gestione finanziaria dell’economia. Il denaro è solo il mezzo di scambio per il mercato. Ed è nato come merce, la merce più scambiata di tutte. Quella con la quale tutto può essere scambiato. Una volta il denaro era merce. Ora è solo debito. Era uno strumento scelto e prezzato dal mercato. Ora è solo uno strumento politico di coercizione.
    Franz Oppenheimer spiegò che la prosperità può essere raggiunta coi mezzi economici, che sono scambi vontari, o coi mezzi politici, che sono sempre coercitivi. Il denaro politico è coercitivo e funzionale a chi lo crea e lo gestisce.
    Il privilegio ingiustificabile del dollaro di carta irredimibile è il peccato originale dell’Occidente, come spiegò Jacques Rueff. Il dollaro non è sorretto dall’oro, ma dagli armamenti.
    Concludo, non bisogna nazionalizzare le banche scaricando il loro azzardo sui contribuenti, ma bisogna metterle in competizione tra loro eliminando il cartello che le protegge: la banca centrale.
    Con simpatia
    dna

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Diego Fusaro