Socrate

In occasione del 25 Aprile, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato programmaticamente quanto segue: “ora e sempre Resistenza”. Parole massimamente condivisibili, se applichiamo la resistenza alle due contraddizioni fondamentali del nostro tempo, quelle da cui scaturisce la massima parte delle nostre sofferenze e dei nostri tormenti: voglio dire il capitalismo planetario e il suo correlato fondamentale, ossia l’imperialismo sans frontières. Tuttavia, a onor del vero, Sergio Mattarella, nel suo discorso, non faceva alcun riferimento a questi due mali, limitandosi a celebrare retoricamente la resistenza contro il fascismo: ossia contro un nemico di tutto comodo, morto e sepolto da più di 70 anni, tant’è che già Pier Paolo Pasolini giustamente parlava di “antifascismo archeologico” in relazione a questa surreale battaglia contro un fantasma che esiste solo nell’immaginazione. Ancora una volta ci imbattiamo nel solito teorema ideologico fondamentale, in forza del quale l’antifascismo in assenza di fascismo dirotta lo sguardo dalle contraddizioni reali che insistono sul nostro presente e, di più, finisce per santificare la società esistente, quella del mercato, come se essa fosse la democrazia compiuta, da proteggere contro il ritorno del fascismo, a sua volta identificato indistintamente con tutto ciò che a detta società possa opporre resistenza, fossero anche Marx e Lenin redivivi. Prima si comprenderà che l’antifascismo, da nobile pratica di opposizione al fascismo esistente, è decaduto a ignobile pratica di legittimazione della società classista contemporanea e meglio sarà.

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