Socrate

“Perché Donald Trump mi attacca?”. Così ha chiesto e si è chiesta nei giorni scorsi Giorgia Meloni, presidente del consiglio ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista, filoisraeliana e filoucraina, nemica dell’interesse nazionale italiano. Ella è letteralmente allibita e incredula. E ne ha ben donde. Il suo governo, in misura non inferiore rispetto ai precedenti, ha sempre servito con zelo, devozione e ostentata sottomissione la civiltà del dollaro, esaudendone con deferenza tutte le richieste, anche le più assurde e le più platealmente contrarie all’interesse nazionale italiano. Perché, dunque, l’imperatore a stelle e strisce è insoddisfatto e attacca severamente Giorgia Meloni e il governo italiano, solerte maggiordomo di Washington? Tanto più che la parte politica di Giorgia Meloni, da Giorgio Almirante in poi, si è sempre rivelata saldamente genuflessa a Washington, svolgendo il ruolo di baluardo dell’anticomunismo e di garante del posizionamento atlantista della nostra Italia. Come scrisse Costanzo Preve, il neofascismo italiano è stato solo un pietoso e squallido episodio di subalternità e di normalizzazione atlantista della patria. Giorgia Meloni non ha minimamente deviato rispetto a questa traiettoria e anzi, se mai è possibile, la ha perfino potenziata, distruggendo con rigore le relazioni che l’Italia stava avviando con la Cina e ribadendo una volta di più che la nostra patria deve essere sic et simpliciter una colonia della civiltà dell’hamburger. A quanto pare, ciò non basta ancora a Washington, che vuole un’Italia ancor più sottomessa di quanto già non sia. Soprattutto Trump non ha apprezzato il fatto che l’Italia abbia tentennato nel supportare la nefanda impresa imperialistica in Iran di USraele. Tanto è bastato a scatenare l’ira funesta dell’imperatore a stelle e strisce contro Giorgia Meloni.

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