Operaio travolto e ucciso da blocco di marmo. Aveva un contratto di soli sei giorni. Dov’è la schiera delle magliette rosse, dagli attici sontuosi di Nuova York, dal fastosi panfili di San Torpè e dagli sfarzosi palagi di Portofino? Non una parola di protesta. Non fa notizia, era solo un lavoratore. Di quella classe massacrata e umiliata, a cui i signori del globalismo e i loro cani da guardia intellettuali hanno portato via financo la dignità. Occorre invece ripartire di qui, dal lavoro e dalla classe che lavora: per ricostruire un fronte nazionale-popolare dal basso, che difenda i deboli contro i forti, il basso contro l’alto, il Servo precarizzato contro il Signore global-elitario.


Citazioni

“Il ruolo dello Stato viene sminuito, svuotato, contestato. La stessa politica diventa marketing, i candidati si vendono come prodotti di largo consumo. Si consolida l’idea che l’unico modo attraverso cui noi esercitiamo una forma di potere è quando compriamo”. (B.R. Barber, "Consumati. Da cittadini a clienti")



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Di admin

Un pensiero su “Morto un altro lavoratore. Dove sono le magliette rosse?”

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