Libri di Diego Fusaro
Viktor Orban, indomito presidente dell’Ungheria, del quale non si possono non condividere le posizioni ipercritiche verso l’Unione Europea, proprio come non si possono invece condividere le posizioni vicine a Israele, si dice fortemente preoccupato per le elezioni ungheresi: a suo giudizio, vi è il rischio reale di una manipolazione del voto, tesa a fare sì che trionfino le forze vicine al sinedrio liberal-finanziario. Non abbiamo, allo stato dell’arte, elementi per dire se le preoccupazioni del presidente ungherese siano fondate oppure no, ma sicuramente abbiamo dei precedenti inquietanti alla cui luce considerare anche la vicenda dell’Ungheria. Alludo, naturalmente, alle elezioni svoltesi in Romania, le quali, con la vittoria del disallineato Georgescu, vennero annullate per poi essere rifatte, di modo che a trionfare fossero, come da copione, forze saldamente liberiste ed europeiste. Questo inquietante precedente rende se non altro plausibili le preoccupazioni di Orban, giudicato palesemente un corpo estraneo dagli euroinomani delle brume di Bruxelles, i quali in infinite occasioni hanno ostentato la propria totale idiosincrasia verso il presidente ungherese, giudicato ora nemico di Bruxelles, ora amico di Putin. Insomma, cosa accadrà realmente con le elezioni ungheresi? Verrà riconfermato Orban, il quale peraltro gode di grandi consensi nel suo Paese, o riusciranno in un modo o nell’altro a imporre fantocci atlantisti e europeisti funzionali all’ordine dominante? Lo scopriremo presto: in ogni caso non possiamo trascurare le preoccupazioni esternate da Orban.