“Nulla, dunque, di più utile all’uomo che l’uomo stesso: nulla, dico, di più eccellente per conservare il proprio essere gli uomini possono desiderare se non che tutti si accordino in tutto in modo che le menti e i corpi di tutti formino quasi una sola mente ed un solo corpo, e tutti si sforzino insieme, per quanto possono, di conservare il proprio essere, e tutti cerchino insieme per sé l’utile comune di tutti; donde segue che gli uomini che sono guidati dalla ragione, cioè gli uomini che cercano il proprio utile sotto la guida della ragione non appetiscono nulla per sé che non desiderino per gli altri uomini, e perciò sono giusti, fedeli e onesti”.

(B. Spinoza, Ethica ordine geometrico demonstrata)





Citazioni

“L’uomo che è mosso dall’aspirazione etica è al contempo soggetto e oggetto della propria aspirazione, l’opera in infinito divenire di cui egli stesso è l’artefice. Proprio per questo la forma di vita dell’uomo etico possiede un carattere peculiare. La sua vita ha perduto ogni ingenuità e, pertanto, l’originaria bellezza di una crescita organica naturale – per averne in cambio la più elevata bellezza piena d’animo, quella della lotta etica per la chiarezza, la verità, la giustizia, facendo scaturire la bellezza dai beni autentici dell’uomo, che ne è divenuta la “seconda natura”. (E. Husserl, "L’idea di Europa")


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Di admin

3 pensiero su “Salviamo l’umano”
  1. Oggi l’antica arma del DIVIDE ET IMPERA è diventata uno strumento, particolarmente attivo e globalmente diffuso, di destabilizzazione: scontro di religioni; interessi privati contro interessi collettivi; nazione contro nazione; l’uomo contro la donna; l’avere e l’apparire che si scontrano con la natura del nostro essere profondo; l’identità biologica contro l’immagine che ci inducono ad avere di noi stessi. È un momento particolarmente drammatico della storia che mette ognuno di noi singolarmente e l’intera umanità alla prova. Spingere a praticare la competizione e la chiusura all’altro ma all’interno della prospettiva della Società Aperta di popperiana memoria, significa far esplodere di proposito tutte le contraddizioni portando allo scontro sociale. Un esempio particolarmente drammatico ci viene dato dalla condizione in cui versa la società svedese.
    Il sogno di questa Europa liberale che “tutto” accoglie e tutto si concede è diventato un incubo. Che sia un incubo è dimostrato dalle conseguenze dell’affermazione integrale del liberalismo e del politicamente corretto proprio dove il mito del modello di società aperta trova la sua massima espressione in quello svedese. Una società che si presentava come il più compiuto e riuscito dei modelli si rivela essere la più rovinosa delle sperimentazioni sociali. Ce da chiedersi perché? E la risposta è semplice: perché la presunta apertura non ha portato al dialogo e al confronto nel rispetto reciproco ma a uno scontro sociale cruento fatto di abusi e di violenza. Tutto questo per aver ceduto al delirio del politicamente corretto, il quale ha imposto un orizzonte ideologico dove domina il SENSO DI COLPA per le condizioni spaventose in cui versa l’Africa e il Medioriente, tutte però determinate dalle scelte coloniali e guerrafondaie fatte, da sempre, dall’élite dominante. Un senso di colpa verso cui l’infarcitura di buonismo diventa funzionale per la costruzione di una falsa pratica dell’accoglienza. Un’”accoglienza” che si vuole radicale e che conduce alla rinuncia della propria identità e dei propri valori. Questa pratica alla “rinuncia” rientra nel quadro di una generale catarsi all’incontrario, dove primeggiano corruzione e depravazione e che coinvolge la morale, la famiglia e l’identità biologia. Siamo spinti in una palude dove il bene e il male si confondono e dove ci viene sottratto ogni riferimento, soprattutto quell’Etica che ha fatto da lampada, necessaria ad illuminare la strada per proseguire nell’evoluzione. Ci hanno delineando una sorte di civiltà globale del “pantano” dove alla morte di quella che ha portato fin qui il testimone non ne subentra un’altra, perché secondo l’élite che governa il mondo siamo arrivati alla fine della storia. Per questo motivo non ci sarebbe più un’evoluzione verso cui tendere in quanto questa ci viene presentata come l’unica civiltà possibile. Come fai notare: non la migliore ma l’unica possibile.
    Un quadro di devastazione che ancora per poco potrà reggere, segnali sempre più frequenti ce lo dimostrano e iniziative di risposta come quella dei cattolici polacchi ne sono la prova.
    Questo è un mondo in agonia che cerca di sopravvivere a fronte della nascita di nuovi equilibri che faranno saltare per aria l’attuale assetto e quello che si vorrebbe imporre sotto la guida del capitalismo finanziario, unico attore e beneficiario della globalizzazione. È a questo nuovo mondo che dobbiamo rivolgere l’attenzione: “Ritengo che la cosa importante sia che alla guerra globale opponiamo una pace globale, che sia effettivamente un ordine mondiale, a differenza del loro ordine basato sulle guerre. Noi aspiriamo al ruolo di forza in un mondo privato della violenza. E in Medio Oriente abbiamo appunto bisogno di ottenere la pace[..] Ma sul piano concettuale dobbiamo rispondere alla questione su come sia possibile un ordine mondiale, come possa essere messo in atto questo sogno dei popoli: la vita senza la guerra. [,,,] Sul piano sociale il futuro ordine mondiale deve essere edificato sul rifiuto dell’idea di rendere felice l’umanità. Nessuno deve avere il diritto alla “posizione di ingegnere sociale” verso il mondo degli uomini. Il desiderio di portare il genere umano a una qualche condizione ideale deve essere considerato criminoso. La strada per l’inferno sociale è lastricata di tali buone intenzioni. [..] La conquista e il saccheggio nel mondo moderno sono sempre presentate con l’immagine di una qualche missione umanitaria. Ricostruisci, riforma, organizza solamente te stesso. Dopo potrai condividere l’esperienza con chi lo vuole. Bisogna combattere apertamente chiunque cerchi di cambiare l’organizzazione degli altri. […] Marx aveva questa fantasia antropologica: prefigurò in modo chiaro un mondo senza predatori, sfruttatori, guerre etc. Ogni persona partecipa consapevolmente alla vita del genere umano e tutto ciò che fa è indirizzato alla riproduzione e allo sviluppo di tutti”.
    Iskander Valitov, Zinoviev Club

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Diego Fusaro