Socrate

Desidero commentare, sia pure telegraficamente, la recente sortita temeraria dell’influencer in tinta arcobaleno Saverio Tommasi. Egli si è espresso intorno al fatto, accaduto nei giorni scorsi, che ha visto protagonista a sua volta un influencer, in questo caso afferente al quadrante destro, il quale ha insultato dei ragazzi di colore che, a loro volta, lo hanno letteralmente riempito di botte. Ebbene, secondo Tommasi si tratterebbe di legittima difesa: l’influencer arcobaleno quasi fatica a trattenere l’entusiasmo per l’accaduto. Ora, chiunque sia ancora dotato di un logos vagamente funzionante può facilmente condannare i deplorevoli insulti razzisti dell’influencer della destra e, insieme, il non meno deplorevole pestaggio che questi ha subito, anche in considerazione del fatto che, oltretutto, erano in tanti contro uno. Evidentemente si tratta di un ragionamento troppo difficile, raffinato e articolato per taluni e, a quanto pare, per lo stesso Saverio Tommasi, il quale alla giusta condanna del razzismo non fa seguire, come pure sarebbe necessario, l’altrettanto giusta condanna del pestaggio di tanti ai danni di uno. L’episodio mi pare emblematico dell’odierna incapacità di pensare in maniera articolata: l’odierna epoca del cogito interrotto semplicemente non pensa, ma opina in maniera sgangherata e sconnessa, difendendo dogmaticamente posizioni preordinate e indisponibili al dialogo critico. Così dobbiamo intendere quanto accaduto. Anziché pensare criticamente con la propria testa si preferisce fare riferimento a schemi precostituiti dentro i quali ingabbiare e costringere la realtà, senza mai sforzarsi di elaborare un pensiero più strutturato che proceda, direbbe Cartesio, lumine naturali.

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