Socrate

Procede a tutta forza l’imposizione mediatica della figura di Silvia Salis, sindaco di Genova, da parte di chi controlla l’ordine simbolico dominante. E dire che di Salis ne bastava ampiamente una, Ilaria, e adesso ci troviamo improvvisamente ad averne ben due! Melius abundare… come già ho avuto modo di rilevare, Silvia Salis appare un prodotto mediatico – l’ennesimo – costruito ad hoc dall’ordine dominante con un solo obiettivo, sempre il solito: catalizzare il consenso delle masse teledipendenti e tecnonarcotizzate, acciocché ancora una volta, per dirla con Spinoza, lottino per le loro catene come se fossero la loro libertà. L’altra sera, a riprova di quel che stiamo sostenendo, il sindaco di Genova era ospite del salotto notoriamente pluralistico di Fabio Fazio sulla Nove, il programma detto “Che tempo che fa”, grancassa dell’ordine simbolico egemonico del sinedrio liberal-finanziario. La Salis – a cui è stata dedicata ovviamente la copertina di Vanity Fair – viene ormai a tutti gli effetti proposta in pompa magna come la nuova leader della sinistra e forse anche del Paese, senza che naturalmente nessuno l’abbia mai ancora votata. Ed è plausibile che molti la voteranno, dato il martellare pubblicitario che i media stanno ipnoticamente facendo a suo beneficio. Il suo percorso politico è inesistente, i suoi discorsi politici sono la perfetta organizzazione del nulla: antifascismo in assenza di fascismo, retorica arcobaleno, inclusivismo neoliberale, openness globalcapitalistica. Insomma, l’ordine simbolico di completamento dell’ordine asimmetrico reale del mondialismo capitalistico. Tutto questo fa di lei la figura ideale per rappresentare le istanze dell’ordine dominante della globalizzazione turbocapitalistica liberalprogressista. D’altro canto, come è noto, chi non ha una sua identità politica strutturata, è pronto ad assumere qualsivoglia identità gli verrà attribuita a seconda del momento e delle richieste sistemiche.

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