Socrate

Sembra che il sindaco di Genova in quota alla sinistra fucsia, Silvia Salis, sia il nuovo volto politicamente prescelto dal potere dominante per rappresentare le sue istanze. L’ordine del discorso e dell’immagine continua a proporre a pie’ sospinto la figura di Silvia Salis, presentandola come il nuovo volto della politica e financo come la possibile nuova guida del Paese dopo che la figura di Giorgia Meloni, come già ha iniziato a fare, sarà definitivamente tramontata sul piano politico. Addirittura il noto rotocalco iperliberista “Vanity Fair” ha dedicato la copertina a Silvia Salis, come già fece a suo tempo con il tosco rottamatore Matteo Renzi. In effetti, Silvia Salis pare la figura ottimale per rappresentare le istanze dell’ordine dominante: anzitutto non ha una provenienza politica ed è dunque perfettamente malleabile per l’ordine discorsivo e politico dominante. Non ha un’identità politica sua propria e dunque è pronta ad assumere quella di volta in volta richiesta dallo spirito del tempo, dunque dalla globalizzazione neoliberale in tinta arcobaleno. Nei suoi discorsi, il grande assente è la politica, poiché ella parla soltanto di questioni irrilevanti e marginali legate alle chiacchiere arcobaleno e ai temi vuoti dell’inclusività, buoni sempre e solo a nascondere il conflitto di classe e lo sfruttamento annesso, l’imperialismo americano e la questione sociale. Insomma, sembra proprio che Silvia Salis farà ancora parlare molto di sé e anzi diventerà, come in parte già sta diventando, la protagonista dello scenario politico a venire, traghettando come sempre il consenso delle masse verso il potere della globalizzazione neoliberale.

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