Libri di Diego Fusaro
Leggiamo che sono stati sospesi 32 deputati di opposizione, dacché impedirono l’evento alla Camera di discussione della proposta legata al tema della remigrazione. Sono stati comminati 4 o 5 giorni di stop per chi, leggendo la Costituzione, fermò la conferenza sulla “remigrazione” con CasaPound e altri gruppi di estrema destra: “orgogliosi, lo rifaremmo”, hanno commentato. Proviamo a svolgere qualche pacata considerazione intorno alla vicenda. La proposta sulla remigrazione è demenziale sotto qualsivoglia punto di vista: demenziale anzitutto perché vuole lavorare sugli effetti senza toccare le cause, e le cause, lo ricordiamo, coincidono con l’imperialismo capitalistico e con la vampiresca sete di sangue di lavoratori a basso costo propria del capitale contro il quale i gruppetti di cui sopra non hanno nulla da dire. Tali gruppetti se la prendono con i migranti e mai con i padroni del capitale che sfruttano i migranti e che grazie ai migranti possono abbassare i costi della forza lavoro di tutti. Demenziale anche il nucleo della proposta, poiché rimandare a casa chi arriva mentre altri continueranno ad arrivare equivale a provare goffamente a svuotare l’oceano con un secchiello. L’immigrazione di massa come strumento dello sfruttamento capitalistico si combatte anzitutto combattendo il capitale e la sua depredazione delle terre da cui gli esseri umani sono poi costretti a fuggire per andare a finire nelle fila dell’esercito industriale di riserva dei lavoratori sfruttati e con i quali il capitale abbassa le condizioni lavorative di tutta la classe lavoratrice. Discorso troppo difficile, mi rendo conto, per i capita insanabilia della proposta sulla remigrazione, che dovrebbero essere rispediti alla scuola elementare della saggezza. Ciò detto, impedire a qualcuno di esprimere le proprie idee rappresenta sempre un grave errore: il contrario di falsità è verità, non censura. Le idee false, come insegna Spinoza, si combattono con le idee vere, non certo con la pratica oscena della censura. Ovviamente l’argomento mobilitato da chi impedì la conferenza è sempre il solito, ossia quello secondo cui erano esponenti della destra neofascista: ci domandiamo allora se al cospetto di idee fasciste si tratti di confutarle mostrandone la falsità, come a noi pare evidente si debba fare, o se invece si debba semplicemente impedirne l’esposizione. Nel primo caso, abbiamo la prova di una democrazia robusta, che con metodi democratici respinge il falso mediante la confutazione delle idee. Nel secondo caso, invece, precipitiamo in un paradosso evidente: per combattere le idee fasciste metabolizziamo i metodi fascisti, ossia la censura e l’impedimento del dibattito. Ecco perché a nostro giudizio fu un errore impedire quella conferenza: se ne sarebbero dovute confutare le idee e ciò peraltro non sarebbe stato affatto difficile.