Libri di Diego Fusaro
Il ministro Tajani, esponente di spicco del governo della destra bluette neoliberale, ha recentemente dichiarato che nelle prossime elezioni italiane potrebbero verificarsi interferenze russe. Si tratta di una dichiarazione platealmente demenziale, che tuttavia merita di essere presa sul serio non tanto per quel che ci dice sulla Russia, ma per quel che ci permette di capire sull’Italia e sul suo governo sempre più russofobico e genuflesso al nuovo ordine mondiale liberal-atlantista. La considerazione, se così Vogliamo appellarla, di Tajani rivela come il governo di Giorgia Meloni già stia mettendo le mani avanti in relazione a una possibile sconfitta alle prossime elezioni: come a dire, se perderemo, sarà per colpa delle interferenze russe. In realtà, l’emorragia di consensi patita dal governo di Giorgia Meloni dipende dal fatto che esso ha rinnegato il proprio sedicente patriottismo per rivelarsi del tutto subalterno a Washington, a Kiev e a Tel Aviv e completamente ostile all’interesse nazionale italiano. In secondo luogo, la agghiacciante considerazione del Tajani getta luce su come, ancora una volta, l’Italia e l’Europa si adoperino in ogni modo per occasionare la guerra con la Russia di Putin, alimentando la tensione e la retorica russofobica. Vogliono goffamente far credere che Putin sia responsabile di ogni male nel mondo, con il solo obiettivo di indirizzare l’opinione pubblica ampiamente manipolata in direzione del sentimento russofobico dilagante e della preparazione mentale alla nuova normalità della guerra, menzionata nei giorni scorsi dalla signora von der Leyen.