Socrate

Si approfondisce lo strappo tragicomico tra Trump e Giorgia Meloni. Il presidente americano ha infatti rincarato la dose dopo le già pesanti accuse mosse nei giorni precedenti: “è negativa”, così ha dichiarato in relazione al Presidente del Consiglio italiano ed esponente di punta della giullaresca destra bluette neoliberale. Come già si diceva, fa parte del personaggio plautino di Trump, novello miles gloriosus, il fatto che egli muti repentinamente idea e trasformi in nemici giurati quelli che fino al giorno prima erano amici per la pelle. Per parte sua, Giorgia Meloni risponde goffamente sostenendo che “non si può dividere l’occidente”: di fatto ella rivendica la vicinanza dell’Europa e dell’Italia rispetto a Washington, con ciò ribadendo la classica subalternità del suddito rispetto all’imperatore. Anziché cogliere l’occasione per rivendicare l’indipendenza dell’Italia e la sua sovranità, secondo temi verbalmente cari a Giorgia Meloni, ella piagnucola ribadendo l’unione dell’Occidente, ovvero la subalternità totale dell’Europa rispetto al padrone a stelle e strisce. La cosa farebbe anche ridere, se solo non facesse piangere: Giorgia Meloni si era intestata con toni roboanti la battaglia per la sovranità e per il patriottismo e si sta ora rivelando subalterna rispetto a Washington sotto ogni profilo. Sta dimostrando a tutti gli effetti che il suo era un patriottismo di cartapesta, dietro il quale si nasconde il solito atlantismo radicale proprio della destra bluette come della sinistra fucsia.

(Visualizzazioni 25 > oggi 4)