Libri di Diego Fusaro
Le ultime temerarie sortite dell’imperatore a stelle e strisce, Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, meritano di essere celermente commentate. “Abbbiamo vinto la guerra”; “da Teheran abbiamo ottenuto tutto ciò che volevamo”; “abbiamo trionfato senza l’Unione Europea”. Si tratta, a ben vedere, di frasi squisitamente dadaiste, prive di riscontro fattuale. Su che basi, innanzitutto, l’imperatore a stelle e strisce può dire di aver vinto in Iran? L’Iran non sembra affatto essere stato piegato e, anzi, sembra più resistente che mai. Dove starebbe dunque la vittoria di Trump? E soprattutto che cosa avrebbe ottenuto da questa guerra, se non uno sperpero immane di risorse e una magra figura agli occhi dell’opinione pubblica mondiale? Sempre più il contegno di Trump sembra simile a quello dei bambini che sostituiscono la realtà con una narrazione corrispondente ai loro capricciosi desideri. Non sfugga neppure la stilettata contro l’Unione Europea, colpevole, agli occhi di Washington, di non essersi sufficientemente prestata a servire la causa dell’imperialismo di USraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières. In questo senso, ci troviamo al cospetto di un Trump inconfestabilmente allievo di Nietzsche e del suo teorema, fondativo del postmoderno, secondo cui non esistono fatti ma solo interpretazioni. Certo, i fatti chiedono sempre di essere interpretati, contro la volgare visione positivistica. Ma, non di meno, esistono e l’interpretazione deve tenerne conto, ciò che invece Trump non sembra voler fare.