Libri di Diego Fusaro
Non sembra volersi placare la tenzone tra Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio italiano ed esponente di spicco della giullaresca destra bluette neoliberale e filoatlantista, da una parte, e Donald Trump, l’imperatore a stelle e strisce, il codino biondo che fa impazzire il mondo, dall’altra. Quest’ultimo è tornato imperterrito all’attacco, asserendo che Giorgia Meloni ha tradito e che vi saranno conseguenze. Si tratta del solito fare da miles gloriosus plautino proprio del sovrano della civiltà del dollaro, avvezzo, come i suoi predecessori, a trattare tutti gli altri governi del pianeta come se fossero province dell’impero a stelle e strisce e come se, in quanto tali, dovessero sempre e solo rispondere sull’attenti ai desiderata di Washington. Il tradimento a cui allude sire Trump riguarda ovviamente la guerra in Iran, ove l’Italia e, in realtà, l’Europa tutta non hanno fornito il dovuto appoggio alla nefanda impresa imperialistica di USraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières. Impresa da cui oltretutto la civiltà del dollaro e il criminale di guerra Netanyahu sono usciti letteralmente con le ossa rotte. Washington e Trump proprio non se l’aspettavano, abituati come erano a trovare sempre e comunque pronta risposta sull’attenti da parte dei devoti sudditi europei. Fu in quel contesto che si produsse lo strappo con il governo Meloni, per il resto sempre genuflesso all’impero a stelle e strisce. Se Giorgia Meloni fosse una vera politica e non, come sempre accade con i politici italiani, una semplice ancella, politicamente parlando, dell’imperialismo statunitense, proverebbe a guardare verso Oriente, aprendo rapporti soprattutto con la Russia e con la Cina in chiave multipolare ed eurasiatista. Giorgia Meloni non lo fa e non lo farà mai non solo perché, al di là di questa scaramuccia con Trump, l’orientamento suo e del partito da cui proviene si caratterizza per una ortodossa fede atlantista (a partire dalle squallide posizioni di Giorgio Almirante, traditore dello spirito e della lettera del mussolinismo), ma anche in ragione del fatto che l’Italia, poco cambia se con la destra con la sinistra sulla plancia di comando, resta stabilmente una colonia di Washington: una colonia che brama di rimanere tale, se è vero, come è vero, che lo stesso Crosetto si è allarmato quando Trump ha minacciato di ritirare le truppe americane dall’Italia. Anziché giubilare per la possibile fine dell’occupazione barbara della nostra patria, il giullaresco governo di Giorgia Meloni si allarma e chiede con deferenza di continuare a rimanere per sempre sotto la tutela della civiltà dell’hamburger.