Socrate

“Aprite lo Stretto o vivrete l’inferno”: sono queste le ultimissime dichiarazioni deliranti di Donald Trump, il presidente della civiltà talassocratica del dollaro, ogni giorno più infuriato al cospetto di una guerra che pensava di risolvere celermente e che invece si sta protraendo più del previsto, rivelando una straordinaria ed encomiabile capacità di resistenza da parte della Persia. Con il blocco dello Stretto di Hormuz, l’Iran sta mettendo in ginocchio l’economia occidentale, soprattutto quella europea: nella nostra sventurata Italia, colonia senza dignità di Washington, comincia già a mancare il carburante negli aeroporti, come segnalato dai più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani nazionali. Come un bambino malmostoso e stizzito perché gli hanno portato via il pallone, Trump continua a dare in escandescenza e a fare la voce grossa, coprendosi di ridicolo al cospetto di una Persia che non accenna a piegarsi e che anzi, ogni giorno di più, pare ringalluzzita e in grado di sostenere fieramente l’onda d’urto del vile attacco di USraele, mostro bicefalo dell’imperialismo sans frontières. È altamente probabile che l’Iran, che già è un Vietnam 2.0, possa presto diventare la tomba politica di Donald Trump: i consensi del codino biondo che fa impazzire il mondo vanno celermente calando in America, peraltro in maniera del tutto condivisibile. Questo miles gloriosus dal ciuffo biondo aveva promesso la fine di ogni possibile guerra e, invece, una volta ottenuto lo scranno, ha scatenato guerre a non finire, trasformando il già di per sé vile imperialismo statunitense in un vero e proprio gangsterismo aggressivo e senza tabù. L’abbiamo già detto più volte e vogliamo ripeterlo ancora ad nauseam: lunga vita all’Iran che gloriosamente resiste all’invasore invasato, insegnando a tutti i popoli della Terra l’importanza vitale di opporsi all’imperialismo. Patria o muerte!

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