Socrate

E adesso Donald Trump, il codino biondo che fa impazzire il mondo, dichiara pubblicamente di voler trasformare il Venezuela nel 51° stato degli USA. Nulla di nuovo sotto il sole si potrebbe pur ragionevolmente commentare. L’imperialismo statunitense non smette di fare mostra di sé e della propria libido dominandi, che persiste immutata a prescindere dall’orientamento del presidente in carica. Gli stolti e i monopolisti del discorso ci avevano garantito che con la caduta del “perfido” Maduro il Venezuela avrebbe conquistato la propria libertà e la propria sovranità. E invece, come da subito dicemmo e come peraltro non era difficile immaginare, si avvia a diventare sic et simpliciter una colonia di Washington. Quest’ultima si avvia a controllare non soltanto le molteplici risorse economiche del paese, ma anche il potere politico, facendo del Venezuela un semplice giardino di casa della civiltà dell’hamburger. Ciò rende, retrospettivamente, ancor più apprezzabile il fenomeno del chavismo, da Chavez a Maduro, e del suo patriottismo socialista, anticapitalista e anti-imperialista. In tutto ciò, dove sono i capitali insanabilia che berciano contro la Russia di Putin, dicendo che ha aggredito l’Ucraina? L’annessione del Venezuela da parte di Washington, con tanto di rapimento del presidente Maduro, rappresenterebbe forse un gesto democratico degno di essere encomiato?

(Visualizzazioni 32 > oggi 1)