Libri di Diego Fusaro
Al suo arrivo a Viareggio, il prode generale Vannacci, fondatore del partito “Futuro nazionale”, è stato accolto da uno sparuto gruppo che ha intonato in maniera davvero molto originale “Bella ciao”. In risposta, il prode generale ha fatto un altrettanto innovativo saluto romano agli originalissimi cantanti. Nel suo complesso, la scena non può che apparire demenziale se non manicomiale, restituendoci una fotografia allucinante del nostro travagliato e sventurato presente. Ebbene sì, l’Italia del 2026 è ancora bloccata alla contrapposizione tra Bella ciao e i saluti romani, l’apice della subalternità e della alienazione. Come non mi stanco di evidenziare, l’antifascismo in assenza di fascismo e l’anticomunismo in assenza di comunismo figurano oggi come una vera e propria peste ideologica: sono le due protesi ideologiche essenziali della riproduzione del fanatismo del libero mercato. Mentre, sulle piazze, i capita insanabilia si scontrano dividendosi tra fascisti e antifascisti, comunisti e anticomunisti, la plutocrazia neoliberale sans frontières continua indisturbatamente a compiere le proprie malefatte, quasi incredula di vedere il gregge tanto subalterno e disposto a subire in silenzio con ebete euforia e con stolta letizia. Mentre gli sciocchi militonti di destra pensano che la contraddizione oggi sia il comunismo e mentre gli sciocchi militonti di sinistra pensano che la contraddizione oggi sia il fascismo, il mercato capitalistico continua a esercitare la sua immane violenza ai danni sia degli uni sia degli altri. La stessa dicotomia di destra e sinistra serve oggi soltanto a questo, non soltanto come ostacolo epistemologico alla comprensione del reale diagramma dei rapporti di forza e delle contraddizioni dominanti, ma anche a fare sì che per la destra il nemico non sia il capitale ma la sinistra, e che per la sinistra il nemico non sia il capitale ma la destra.