Socrate

Il presidente della federazione russa Vladimir Putin ha annunciato in questi giorni che la Russia taglierà notevolmente le spese militari. Ne dà notizia, tra gli altri, “Il Fatto Quotidiano”. Il fatto che la Russia diminuisca le spese militari mentre l’Europa le sta considerevolmente aumentando merita un pur telegrafico commento. La propaganda dell’Occidente, anzi dell’uccidente, continua da mesi a ripetere indefessamente che Putin è pronto a invadere l’Europa. Non abbiamo prove a suffragio di ciò, ma per gli strateghi dell’informazione le prove poco contano, l’importante è ribadire all’infinito la tesi precostituita per giustificare i rapporti di forza e, nel caso specifico, il riarmo dell’Europa presentato come difensivo. È il fondamento del folle piano del Rearm Europe istituito dalla signora von der Leyen, sacerdotessa dei mercati apatridi e vestale del neoliberismo no border. Come già abbiamo avuto modo di rilevare, se la Russia davvero avesse voluto invadere l’Europa, non avrebbe certo aspettato che quest’ultima si riarmasse. A ciò si aggiunga che se la Russia volesse davvero invadere l’Europa, non taglierebbe drasticamente la spesa militare, come invece adesso sta facendo. È l’Europa dunque che si sta riarmando, utilizzando il patetico pretesto della difesa dall’imminente invasione russa. Non ci stupiremmo davvero se l’Europa, presto o tardi, dichiarasse guerra alla Russia, dicendo ipocritamente che lo fa in funzione preventiva: le guerre preventive dell’imperialismo statunitense hanno fatto scuola in questi decenni, svolgendo come sempre la parte di foglia di fico della libido dominandi a stelle e strisce. E, come non ci stanchiamo di sottolineare, la Nato non è uno strumento difensivo, ma come ebbe già a notare Sandro Pertini serve soltanto a muovere guerra, svolgendo la parte di braccia armato dell’imperialismo della civiltà del dollaro e della sua volontà di sottomettere l’intero pianeta al suo dominio. Insomma, dobbiamo davvero chiederci se il nostro reale nemico sia la Russia o non sia invece l’Unione Europea.

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