{"id":50668,"date":"2024-07-06T14:18:57","date_gmt":"2024-07-06T12:18:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/?page_id=50668"},"modified":"2024-07-06T14:21:03","modified_gmt":"2024-07-06T12:21:03","slug":"critica-2","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/sito\/critica-2\/","title":{"rendered":"CRITICA"},"content":{"rendered":"\n<h3><font size=\"+3\">CRITICA<\/font size><br \/><br \/> \u201cNon \u00e8 per certo effetto di leggerezza, ma del giudizio maturo dell&#8217;et\u00e0 moderna, che non vuole pi\u00f9 oltre farsi tenere a bada da una parvenza di sapere, ed \u00e8 un invito alla ragione di assumersi nuovamente il pi\u00f9 grave dei suoi uffici, cio\u00e8 la conoscenza di s\u00e9, e di erigere un tribunale, che la garantisca nelle sue pretese legittime, ma condanni quelle che non hanno fondamento, non arbitrariamente, ma secondo le sue eterne ed immutabili leggi; e questo tribunale non pu\u00f2 essere se non la critica della ragion pura stessa\u201d.\n(I. Kant, <i>Critica della ragion pura<\/i>)\n\n<\/h3>\n<p><br \/><img decoding=\"async\" class=\"modalimg\" style=\"object-position: top;\" src=\"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/5ghddsy66667676q763wteydshhjgdsikhjywe76uw.jpg\" align=\"center\" \/> <br \/><br \/><\/p>\n<table>\n        <tbody>\n            <tr>\n                <td style=\"border: 3px solid #cbfe33;background-color:white;text-align:center;\"><span style=\"color:0000;\"><\/strong>\n\n\n<br>\n\n<iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 5px solid #cbfe33;\" class=\"modalytvideo\" width=\"560\" height=\"315\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6u283YyrS7E?si=vXan8l7s6DGt9ZHr\" title=\"YouTube video player\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen=\"\"><\/iframe>\n\n<br>\n\n<a class=\"evidenziatore\" style=\"color:black\">A cura di Diego Fusaro<\/a><\/span><br>\n\n\n<P style = \"line-height: 2em; font-size: 12pt\">\n\nStavo tra me e me riflettendo quanto sia importante, in generale e oggi pi\u00f9 che mai, il concetto di critica. E questo vale non solo per la filosofia, che in quel concetto trova una delle sue figure fondamentali, ma per la nostra vita in generale. Vivere senza \u201cspirito critico\u201d, come anche il lessico comune lo chiama, significa in fondo vivere senza consapevolezza, senza saggiare costantemente la consistenza di ci\u00f2 che ci sta intorno. La parola \u201ccritica\u201d deriva dal greco \u201ckrino\u201d, che alla lettera significa \u201cio giudico\u201d. L\u2019atteggiamento della critica \u00e8, dunque, quello di chi giudica, senza accettare passivamente l\u2019oggetto che gli sta dinanzi: oggetto che, in verit\u00e0, pu\u00f2 essere variamente inteso ora come una condizione (sociale, politica, economica, ecc.), ora come una presunta verit\u00e0 esposta in una proposizione. La critica non si accontenta che le cose siano: vuole indagarne l\u2019essenza e la ragione. Per questo, come dicevo, non si d\u00e0, in senso proprio, filosofia in assenza di critica. La filosofia \u00e8, per sua vocazione, critica. E tale era l\u2019atteggiamento pi\u00f9 tipico di Socrate: del quale si narra che fosse solito trascorrere le sue giornate nella piazza ateniese dialogando filosoficamente con i suoi concittadini, quale che fosse il loro mestiere e il loro orientamento di vita. Come una torpedine, Socrate era solito \u201celettrizzarli\u201d con il suo domandare, che era, appunto, un domandare critico. \u201cChe cos\u2019\u00e8 l\u2019arte militare?\u201d, chiedeva Socrate ai generali. \u201cChe cos\u2019\u00e8 la poesia?\u201d, domandava invece ai poeti. Al cospetto delle domande socratiche, l\u2019interrogato rispondeva senza esitazioni, certo di possedere la risposta. Ma Socrate, puntualmente, criticava le definizioni che i suoi interlocutori gli fornivano, mostrandone l\u2019inconsistenza. E, in questo modo, li costringeva a cercare definizioni migliori, che resistessero al fuoco della critica di Socrate. In ci\u00f2 sta, appunto, la differenza tra l\u2019atteggiamento critico del filosofare socratico e l\u2019atteggiamento opposto, che potremmo definire \u201cdogmatico\u201d, dei suoi interlocutori, immediatamente certi del loro sapere. Il dogmatico \u00e8 colui che fonda le proprie conoscenze e i propri stili di vita su presupposti che non ha discusso e che, non di meno, ritiene immediatamente veri, a prescindere da ogni investigazione filosofica. Il critico, invece, \u00e8 colui che opera in maniera inversa: non accetta nulla per presupposto, ma tutto sottopone a un\u2019investigazione radicale, senza dare alcunch\u00e9 per scontato. E, alla fine, accetta solo ci\u00f2 che ha resistito alla critica stessa. Insomma, il dogmatico si muove secondo certezze indimostrate, che egli neppure avverte l\u2019esigenza di discutere e di dimostrare. Il critico si muove sempre da capo mettendo in discussione le apparenti verit\u00e0 immediate, anche quelle che, a tutta prima, appaiono pi\u00f9 evidenti e meno questionabili. V\u2019\u00e8 un tratto in comune tra il critico e lo scettico: entrambi respingono l\u2019immediatezza delle verit\u00e0 che i pi\u00f9 accolgono in modo irriflesso. La differenza, per\u00f2, sta nel fatto che lo scettico, come abbiamo mostrato, prende da ci\u00f2 lo spunto per negare l\u2019esistenza della verit\u00e0 in quanto tale: il dubbio \u00e8 il suo stato privilegiato, il suo approdo ultimo. Al contrario, il critico usa il dubbio come strumento per mettere in discussione le verit\u00e0 immediate, accettate per pregiudizio o per inerzia. Per il critico, infatti, il dubbio \u00e8 un mezzo, non un fine: il suo fine \u00e8, invece, la ricerca della verit\u00e0. Se lo scettico si arresta alla dimensione del dubbio, il critico si avventura oltre: seguita nella ricerca della verit\u00e0 o, pi\u00f9 precisamente, di una verit\u00e0 che sia dimostrata e, dunque, tale da resistere al dubbio della critica. Contrariamente a quel che si potrebbe pensare seguendo il lessico comune, la critica non presenta, dunque, una valenza necessariamente negativa. La vera critica, anzi, \u00e8 in s\u00e9 positiva: smaschera il falso e l\u2019inconsistente in vista di un\u2019ulteriore ricerca che finalmente sia in grado di approdare al vero e al consistente. Kant, in epoca illuminstica, si spinse a sostenere che la sua era l\u2019epoca della critica, a cui nulla \u2013 nemmeno il potere e la religione \u2013 potevano pi\u00f9 sottrarsi. Ma che ne \u00e8 della critica, oggi? La nostra epoca, a differenza di quella di Kant, sembra averle voltato le spalle. Ovunque prevale il dogmatismo di chi accetta le opinioni e le condizioni date come se fossero in s\u00e9 automaticamente ovvie, fondate e indiscutibili. Per questo, ancora una volta, se vogliamo fare filosofia, dobbiamo restituire dignit\u00e0 alla critica. \n<\/strong><\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n<!-- Widget Shortcode --><div id=\"randomtext-2\" class=\"widget randomtext widget-shortcode area-sidebar-1 \"><h2 class=\"widgettitle\">Citazioni<\/h2>\u201cLa vera realt\u00e0 non \u00e8 se non quella che si viene realizzando per opera dell\u2019attivit\u00e0 pensante. Non c\u2019\u00e8 modo, infatti, di pensare nessuna realt\u00e0, se non si mette a base d\u2019ogni realt\u00e0 il pensiero\u201d. (G. Gentile, \"La riforma dell'educazione\")<\/div><!-- \/Widget Shortcode -->\n\n<div class=\"twitter-share\"><a href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?via=diegofusaro\" class=\"twitter-share-button\">Tweet<\/a><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CRITICA \u201cNon \u00e8 per certo effetto di leggerezza, ma del giudizio maturo dell&#8217;et\u00e0 moderna, che non vuole pi\u00f9 oltre farsi tenere a bada da una parvenza di sapere, ed \u00e8 un invito alla ragione di assumersi nuovamente il pi\u00f9 grave dei suoi uffici, cio\u00e8 la conoscenza di s\u00e9, e di erigere un tribunale, che la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":29314,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","_seopress_robots_follow":"","_seopress_robots_imageindex":"","_seopress_robots_snippet":"","_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_robots_breadcrumbs":"","_seopress_robots_freeze_modified_date":"","_seopress_robots_custom_modified_date":"","_seopress_robots_canonical":"","_seopress_social_fb_title":"","_seopress_social_fb_desc":"","_seopress_social_fb_img":"","_seopress_social_fb_img_attachment_id":0,"_seopress_social_fb_img_width":0,"_seopress_social_fb_img_height":0,"_seopress_social_twitter_title":"","_seopress_social_twitter_desc":"","_seopress_social_twitter_img":"","_seopress_social_twitter_img_attachment_id":0,"_seopress_social_twitter_img_width":0,"_seopress_social_twitter_img_height":0,"_seopress_redirections_value":"","_seopress_redirections_enabled":"","_seopress_redirections_enabled_regex":"","_seopress_redirections_logged_status":"both","_seopress_redirections_param":"","_seopress_redirections_type":301,"_seopress_analysis_target_kw":"","_monsterinsights_skip_tracking":false,"_mc_calendar":[],"footnotes":""},"class_list":["post-50668","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50668"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=50668"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":50673,"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/50668\/revisions\/50673"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/29314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.filosofico.net\/diegofusaro\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=50668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}