Socrate

Si avvicina l’incontro in Alaska del 15 agosto, incontro con il quale Vladimir Putin, presidente della federazione russa, e Donald Trump, presidente della civiltà del dollaro, proveranno a discutere di una possibile soluzione per il conflitto ucraino che procede sciaguratamente dal 2022. Speriamo vivamente che i due presidenti riescano a trovare un accordo che ponga fine a una guerra che ha provocato infiniti lutti e che soprattutto si configura come il conflitto che l’occidente, anzi l’uccidente liberal-atlantista, ha dichiarato alla Russia di Putin, colpevole di non piegarsi al nuovo ordine mondiale a stelle e strisce, utilizzando l’Ucraina del guitto di Kiev semplicemente come instrumentum belli. Trump sa benissimo di non poter sconfiggere la Russia e ha ora una bella occasione per uscire in maniera dignitosa dalla situazione, trovando un accordo con Putin e ponendo fine al conflitto.  Intanto, però, l’attore Nato Zelensky e la UE restano, per così dire, con il cerino in mano, esclusi dalle trattative e trattati come figure irrilevanti. La UE prova ad alzare la voce e sostiene che non può esservi vera pace in Ucraina se non viene coinvolto anche il guitto. Peccato però che nemmeno l’Europa sia coinvolta! Una volta di più, emerge con limpido profilo come l’Unione Europea non conti letteralmente nulla, figurando semplicemente come una colonia della talassocrazia del dollaro, che continua a trattarla come una docile serva, sfruttandola e umiliandola senza pietà. Quo vadis, Europa? L’Europa continua a subire in silenzio le quotidiane umiliazioni ricevute da Washington, che siano i dazi o che siano le spese per le armi ucraine imposte dalla Casa Bianca.

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