Socrate

Il guitto di Kiev, Zelensky, attore Nato e prodotto in vitro di Washington se non di Hollywood, pensa ora alle possibili elezioni ucraine in autunno. Dopo l’estate, infatti, si potrebbe andare alle urne in Ucraina e il verdetto potrebbe dare risultati non particolarmente benigni per l’attore Nato. Questi, che la propaganda occidentale ha innalzato a paladino della libertà e dei diritti, della democrazia e della pace, ha finora agito in maniera decisamente poco democratica, mettendo al bando il Partito Comunista, imponendo il canale unico televisivo, perseguitando la chiesa ortodossa. Come se non bastasse, ha fatto letteralmente di tutto per rinviare sine die le elezioni, ben sapendo che esse potrebbero dare esiti decisamente poco propizi per la sua figura. Come non mi stanco di sottolineare, allo stato dell’arte, il peggior nemico dell’Ucraina è proprio lui, il guitto di Kiev, che ha sacrificato la sua patria sull’altare dell’interesse imperialistico dell’occidente: di quell’occidente che ha adoperato l’Ucraina come una testa d’ariete e come un instrumentum belli contro la Russia di Putin, colpevole agli occhi di Washington di non genuflettersi alla mondializzazione imperialistica made in USA. D’altro canto, sembra davvero che l’attore Nato stia facendo di tutto per non far terminare mai la guerra con la Russia anche con l’obiettivo di rinviare all’infinito il giorno del giudizio presso il popolo ucraino: il guitto di Kiev, dittatore e attore, in una parola “dittattore”, sa bene che le tante malefatte che ha combinato in questi anni potrebbero costargli un giudizio non propriamente benevolo. Tanto più che egli è ora solo e con il cerino in mano, abbandonato da Washington e supportato ormai soltanto da quella gabbia di matti che è l’Unione Europea.

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