Libri di Diego Fusaro
In un suo recente intervento, Enrico Mentana, direttore del TG di La7 e fondatore di Open, ha criticato in maniera asperrima il Partito Democratico, sostenendo, tra l’altro, che esso non possiede un’idea di futuro: condivisibile, nell’essenziale, la critica mobilitata da Mentana, ma è d’uopo precisare che la situazione è ancora più grave di come sia stata descritta. Il Partito Democratico, infatti, un’idea di futuro ce l’ha ed è abominevole: è l’idea di un futuro totalmente amministrato dall’ordine neoliberale, in cui saranno definitivamente estinti i popoli e le nazioni, gli Stati e l’idea stessa di “secondo natura” (il “katà fusin” di Aristotele). L’idea di futuro promossa dal Partito Democratico coincide in toto con quella che gli araldi della globalizzazione turbocapitalistica stanno con successo realizzando nel quadrante occidentale del mondo e in tutte le aree già passate imperialisticamente sotto la sua dominazione. Anche da questo aspetto si evince l’oscena connivenza della sinistra fucsia con l’ordine iniquo della globalizzazione neoliberale: avendo abbandonato la sacrosanta lotta per il lavoro e contro l’imperialismo, la sinistra, passata dal rosso al fucsia, dalla falce e martello all’arcobaleno, è divenuta ciò contro cui un tempo combatteva. Ha assunto lo sguardo di chi, in alto, ci odia, dando luogo a un presepe surreale di guerriglieri arcobaleno e di ecologisti neoliberali, di pretoriani dei capricci di consumo spacciati per diritti e di vessilliferi delle ragioni della globalizzazione neoliberale. Avendo rinnegato Marx, Gramsci e le ragioni degli oppressi, la sinistra fucsia è divenuta la più preziosa alleata del blocco oligarchico neoliberale, a cui ha ceduto testa e cuore. È quasi riuscita a scavalcare la destra stessa nella difesa a oltranza degli interessi dei gruppi dominanti.