Libri di Diego Fusaro
Nei giorni scorsi, Vladimir Putin è tornato sulla vexata quaestio della guerra con l’Europa. E ha rilasciato due dichiarazioni degne della massima attenzione. Ha detto che l’Unione Europea vuole la guerra con la Russia: se in precedenza Putin si era limitato a dire che la Russia non aveva alcun piano per aggredire l’Europa, adesso si spinge oltre e afferma senza perifrasi edulcoranti che è l’Europa che si sta adoperando in ogni modo per occasionare il conflitto con la Russia. La tesi di Putin appare inconfutabile, suffragata com’è da una miriade di fatti registrati in questi ultimi mesi, non da ultimo il ridicolo episodio del drone su Lipsia, subito identificato dalla Germania come drone russo. In secondo luogo, il presidente russo ha dichiarato testualmente che se l’Unione Europea invia le truppe in Ucraina, allora è a tutti gli effetti guerra con la Russia. Anche in questo caso le sue parole sono difficilmente smentibili: è infatti del tutto evidente che l’invio di truppe europee in Ucraina, così come era stato per la prima volta sciaguratamente suggerito tempo addietro da sire Macron, comporterebbe ipso facto l’ingresso dell’Europa stessa in guerra con la Russia di Putin. Anche un bambino di sei anni può capire facilmente il perché: se l’Ucraina è in guerra con la Russia e se l’Europa manda truppe a combattere dalla parte dell’Ucraina, è lampante che l’Europa entri in guerra. Insomma, Vladimir Putin ha detto a chiare lettere ciò che era chiaro a tutti ormai da mesi: l’Unione Europea, treno in corsa verso l’abisso, sta facendo letteralmente di tutto per propiziare la guerra con una Russia che, di per sé non avrebbe alcun interesse al conflitto con l’Europa.