Socrate

Continua la giusta e meritata batosta per il cancelliere teutonico Merz. L’AfD vince anche in Meclemburgo-Pomerania, mentre Berlino va alla Linke. Il partito del cancelliere Merz guadagna consensi minuscoli, venendo di fatto travolto da una vera e propria valanga. AfD, come già abbiamo sottolineato, trionfa per la sua opposizione fermissima alla guerra contro la Russia. La Linke, per parte sua, si impone grazie a un programma incardinato sul sociale e rappresentante, oltretutto, la prova che la sinistra, se rinuncia ai ridicoli simboli dell’arcobaleno e della green economy, ottiene consensi. In ogni caso, esce pesantemente sconfitto il neoliberismo imperialista del cancelliere teutonico, che vuole la guerra e azzera il sociale. La sonante batosta subita da Merz procede di conserva con il grande successo conquistato da Vladimir Putin alle elezioni per il rinnovo della Duma: il partito di Putin trionfa con il 57,31% dei voti, seguito dal Partito Comunista Russo, quello che, per inciso, accusa Putin di essere troppo morbido e accomodante con l’Occidente. Naturalmente, per la grancassa politicamente corretta del mainstream liberale e atlantista si tratta, more solito, di elezioni truccate da parte dell’autocrate e zar rossobruno Vladimir Putin: la vera democrazia è sempre e solo quella dell’Occidente, ove la pluralità dei partiti disponibili si risolve nel loro essere articolazioni interscambiabili del Partito Unico fintamente articolato del capitale. Sia quel che sia, il fabula docet è che i russi sono con Putin, mentre gli europei non sono con Merz, von der Leyen e con gli altri ierofanti del verbo unico europeisticamente corretto che vogliono portarci alla guerra inevitabile con la Russia stessa.

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