Libri di Diego Fusaro
La Nato è sorta nel 1949 con l’obiettivo di proteggere l’occidente dalle presunte mire espansionistiche del comunismo sovietico: in realtà, da subito, l’obiettivo del patto atlantico fu di ordine imperialistico, teso a contrastare attivamente l’Unione Sovietica e, in prospettiva, a sottomettere manu militari le aree del pianeta ancora sottratte alla presa dell’ordine liberal-capitalistico. Venuta meno l’Unione Sovietica, è caduta la maschera e la Nato ha esibito al mondo intero la sua reale funzione duplice: per un verso, annettere all’impero del capitale i non ancora annessi e, per un altro, garantire la permanenza dell’Europa sotto il dominio di Washington. La domanda che ogni testa pensante dovrebbe porsi è da chi la Nato dovrebbe proteggere l’Europa dopo il 1989, venuto meno il “pericolo” comunista. La risposta non può che essere una sola: la Nato protegge l’Europa dalla possibilità che quest’ultima diventi autonoma e sottratta alla presa della civiltà del dollaro e, conseguentemente, permette agli USA di conservare il loro pieno controllo sul “vecchio continente” attraverso la presenza di basi militari americane disseminate sul territorio europeo (solo in Italia, si registrano più di 100 basi a stelle e strisce). Va da sé che non può esservi sovranità, allorché il proprio territorio è occupato da guarnigioni straniere: se a un ateniese del tempo di Pericle avessero raccontato che Atene era sovrana e democratica, mentre l’Acropoli era presidiato dalle milizie spartane, sarebbe con ogni probabilità scoppiato in una fragorosa risata. Invece, dal 1945 a oggi, complici le prestazioni della propaganda martellante, gli europei si illudono di essere una realtà democratica e sovrana, quando il loro territorio è occupato da centinaia di basi americane e le decisioni fondamentali sono prese non a Berlino, Madrid, Parigi e Roma, ma a Washington.